Svolta Vhernier, una nuova proprietà
Dalla famiglia Traglio al colosso del lusso

Gioielleria Richemont ha annunciato l’acquisizione del brand noto in tutto il mondo. Il Gruppo svizzero, a cui fa capo Cartier: «Estetica unica si integra con la nostra collezione»

Sperimentazione, design, tradizione orafa. In queste tre espressioni chiave c’è la cifra di Vhernier, uno dei più celebri brand della gioielleria italiana, dal 2001 di proprietà della Aura Holding dei fratelli di origine comasca Carlo e Maurizio Traglio. Si comprende quindi l’eco mediatica che ieri è seguita all’annuncio dell’acquisizione del brand da parte del Gruppo Richemont, colosso svizzero del lusso a cui fanno capo tra gli altri Cartier e Van Cleef & Arpels.

Le origini del brand milanese, in forte espansione negli ultimi anni, vanno cercate nel laboratorio di arte orafa di Angela Camurati, aperto nel 1984 e da sempre segnato da un forte legame con arte e design.

«Vhernier è rinomato per l’estetica moderna distintiva dei suoi gioielli di design, ispirati alle curve del corpo umano e alle forme essenziali della scultura moderna per creare forme scultoree ed ergonomiche audaci, nonché per l’insolita combinazione di metalli preziosi e gemme tradizionali con materiali non convenzionali come titanio, bronzo ed ebano - dice in una nota Richemont - una visione estetica che prende vita grazie ad una lavorazione artigianale innovativa e che contraddistingue tutte le collezioni, fra cui Calla e Palloncino.Tutti i gioielli sono realizzati a mano a Valenza, riconosciuta a livello internazionale per la propria eccellenza manifatturiera, garantendo il massimo livello di artigianalità e qualità».

L’interesse della famiglia Traglio per Vhernier si è sviluppato, in una fase iniziale, soprattutto in virtù della passione di Carlo Traglio per la gioielleria. Un investimento importante, varato solo poche settimane dopo l’attacco alle Torri Gemelle, in un clima di generale incertezza dell’economia anche nel settore del lusso.

«Fu una pazzia fare un investimento tanto importante in quel periodo, ma l’occasione non si poteva perdere – ha raccontato Carlo Traglio, qualche anno fa, al Sole 24Ore –. I gioielli sono sempre stati la mia passione e per Vhernier nutrivo un’ammirazione particolare e intravedevo un potenziale dirompente. La scelta di puntare sul design e su una visione di totale rottura rispetto al gioiello tradizionale era esattamente quello che cercavo per dare forma ai miei sogni».

Si deve al lavoro di Aura Holding la fortissima crescita registrata negli ultimi anni da Vhernier che oggi distribuisce le proprie creazioni attraverso una rete selezionata di boutique monomarca e prestigiosi negozi multimarca, prevalentemente in Europa e Stati Uniti (a Como i gioielli di Vhernier si trovano da Gabaglio in piazza Duomo). Dal 2010 Vhernier, inoltre. controlla anche De Vecchi Milano 1935, storico marchio italiano di argenteria per la casa.

«Siamo lieti che Maison Vhernier si unisca a Richemont, leader indiscusso nel gioiello di design. Crediamo fermamente che la nostra distintiva Maison di gioielleria prospererà sotto la guida, l’esperienza e l’attenta cura di Richemont», ricordano nella nota ufficiale Carlo Traglio, presidente, e Maurizio Traglio, amministratore delegato di Vhernier.

L’operazione

«La Maison Vhernier porta un design distinto e distintivo che fonde magnificamente forme moderne, slanciate ed eleganti con materiali non convenzionali, esaltati da un’eccezionale maestria. Questa estetica unica si integra perfettamente con la nostra collezione esistente di rinomate case di gioielleria», riconosce nel comunicato Johann Rupert,presidente di Richemont.

L’operazione, di cui non sono stati resi noti gli aspetti finanziari, non avrà alcun impatto significativo sul patrimonio netto consolidato o sul risultato operativo di Richemont per l’esercizio terminato il 31 marzo 2025. .

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