I pendolari perdono la pazienza: «Ridateci i treni tra Erba e Asso»

Il caso Proteste per le parole del sottosegretario Piazza: «Troppe corse, la rete non ce la fa». Il Comitato: «Qui le hanno tagliate, non è cambiato nulla. Ripristinate quelle tolte per il Covid»

Ridurre il numero delle corse per aumentare puntualità ed efficienza?

La proposta del sottosegretario regionale Mauro Piazza, lanciata martedì sulle pagine de La Provincia di Lecco, spaventa i pendolari della Milano-Asso. E il comitato dei viaggiatori invita a ripensarci: «La nostra linea è la prova che questa logica non funziona ed è impensabile attuarla dopo tanti milioni investiti fra treni e infrastrutture e dopo i tagli effettuati nel corso della pandemia. Servono sempre più treni, a partire dalla tratta Asso-Erba che ha ancora un buco di due ore la mattina».

Nell’ambito di un’ampia riflessione su Trenord e il sistema ferroviario lombardo, Piazza - utilizzando una metafora - ha detto che «non si può mettere un litro e mezzo d’acqua in una bottiglia da un litro», dopo l’acqua sono i treni e la bottiglia è una rete ferroviaria inadeguata, progettata negli anni Sessanta del secolo scorso. La soluzione è tagliare i treni, individuando quelli indispensabili e facendo viaggiare almeno quelli con efficienza e puntualità.

Il flop

Per Christian Rech, rappresentante del Comitato pendolari Milano-Asso, questa proposta non va applicata neanche per scherzo alla linea di riferimento per l’Erbese. «A settembre 2020 - ricorda Rech - sono stati attuati tagli proprio secondo questa logica, che si è rivelata un flop. Non ci sono stati miglioramenti del servizio, senza contare che i tagli sono stati operati nelle ore non di punta e nelle tratte periferiche (a partire dalla Asso-Erba), quindi nei momenti e nei luoghi di minor congestione: la scusa dell’infrastruttura che non ce la fa, quindi, non regge».

La verità, per Rech, è che sulla Milano-Asso l’infrastruttura è migliorata, lo stesso vale per i treni. «Ferrovienord, società controllata totalmente dalla Regione, ha fatto grossi investimenti per migliorare le stazioni e i binari d’incrocio per garantire maggior regolarità. Per usare la stessa metafora del sottosegretario Piazza, la bottiglia che era da un litro dieci anni fa oggi grazie agli investimenti attuati è da 1,2 litri: dopo tutti i soldi spesi, non si può quindi dire che l’acqua andrebbe ridotta».

Necessità

Per fortuna, continua Rech, recentemente «Regione Lombardia ha compreso le necessità del territorio e piano piano ha ripristinato la maggior parte dei tagli. Non ancora tutti (mancano le corse delle 8.03 e 8.33 da Asso a Erba e la corsa delle 7.45 da Erba verso Asso), ma i primi risultati si vedono: le corse sono ben frequentate e gli utenti stanno ritornando». Per i pendolari bisogna proseguire così, aggiungendo quelle tre corse mancanti per arrivare a un orario con un treno ogni mezz’ora fra Erba e Milano e almeno ogni ora tra Asso e Milano, senza doversi affidare ai bus sostitutivi.

«Non ci stiamo affatto a vedere ancora ridurre le corse, proprio adesso che con fatica stiamo riottenendo il servizio pre Covid facendo riacquistare appetibilità al servizio ferroviario. Su una cosa, però, concordiamo certamente con Piazza: serve un cambio di passo di Trenord, perché ritardi e disservizi - con una flotta quasi completamente rinnovata - non si possono neanche giustificare con i guasti ai convogli».

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