L’ex avvocato di Azouz: «Nessun dubbio, Rosa e Olindo colpevoli»

Strage di Erba Roberto Tropenscovino ribadisce: «I colpevoli stanno scontando una giusta pena»

Roberto Tropenscovino non ha dubbi: Rosa Bazzi e Olindo Romano sono i colpevoli della strage di Erba. Il legale lecchese conosce bene le carte dell’inchiesta avendo affiancato come difensore di parte civile Azouz Marzouk dal processo di primo grado fino a poco prima della Cassazione. Una separazione, quella fra avvocato e cliente, che era giunta dopo che lo stesso Azouz Marzouk aveva cambiato idea sulla colpevolezza di Olindo e Rosa quali responsabili degli omicidi della moglie Raffaella Castagna, del figlio Youssef di 2 anni, della suocera Paola Galli e della vicina di casa Valeria Cherubini.

A 17 anni di distanza da quel 11 dicembre 2006, il primo marzo si tornerà in aula.

«Avendo vissuto questo procedimento penale per anni, in tutte le fasi di giudizio, - spiega l’avvocato Tropenscovino - esaminando le centinaia di verbali e interrogatori, sono sempre stato convinto, penso a ragione, che i colpevoli stiano scontando una giusta pena. Adesso tutto viene messo in discussione per propaganda o forse per una forma pubblicitaria, Questo mi fa rabbrividire».

Netto il giudizio sulle presunte nuove prove: «Sono tutte cose già trattate in profondità. Dal punto di vista giuridico è stato tutto approfondito e provato. C’era quel che si chiama la pistola fumante, la prova provata della colpevolezza. Non scherziamo sulle persone che sono state uccise».

Tropenscovino si sofferma sul tema della confessione di Rosa e Olindo, poi ritrattata: “Era piena e ribadita più volte. Non vedo come ci possa essere la riapertura di questa vicenda. Sono curioso”.

L’avvocato lecchese ricorda il momento in cui Azouz Marzouk cambiò posizione, iniziando a ritenere i vicini di casa innocenti: “Tutto a un tratto ebbe un cambio repentino. Non voleva che chiedessi la loro condanna in Cassazione. Per me, che avevo seguito quel processo dall’inizio, era inconcepibile seguire quell’idea che si era messo in testa. Lui che aveva subito la pena maggiore di perdere la moglie e il figlioletto si era convinto che non fossero colpevoli. Non me la sono sentita di andare avanti. Perché Azouz ha cambiato posizione? Mi sono fatto un’idea, ma preferisco tenerla per me”.

Di quegli anni e di quei processi all’avvocato Tropenscovino rimane anche un senso di tristezza: «Umanamente, soprattutto se penso a cosa hanno fatto a quel povero bambino, alle modalità così feroci con cui è stato ucciso, provo un sentimento di grande tristezza. Personalmente ritengo che si tratti di una storia su cui andrebbe posta una volta per tutti la parole fine».

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