Arrestato amministratore di condomini. L’accusa è di aver sottratto 700mila euro

Novedrate Ai domiciliari per appropriazione indebita Marco Colombo, residente a Seveso. Gestiva anche una palazzina di dodici famiglie in via Monte Resegone. Indagine della Finanza

Ci sono anche le 12 famiglie residenti nella palazzina in via Monte Resegone 14B tra le vittime di Marco Colombo, amministratore di condominio agli arresti domiciliari da una settimana per il reato di appropriazione indebita. In base alle indagini, condotte dal Comando provinciale della Guardia di Finanza di Monza, il professionista, 49 anni, residente a Seveso, in 8 anni si sarebbe appropriato di 700mila euro durante la gestione di 23 palazzi, la maggior parte si trovano in provincia di Monza e della Brianza.

Sessantamila contestati solo qui

Allo stabile novedratese sarebbero stati sottratti 60mila euro: ogni famiglia ha dovuto ripagare 5mila euro di spese già versate negli anni.

L’attività d’indagine è scaturita da una serie di denunce-querele sporte da diversi professionisti tra cui Nicola Lizzadro, studio a Lentate sul Seveso, da due anni è l’amministratore condominiale proprio della palazzina al civico 14B, uno dei cinque edifici del complesso residenziale di via Monte Resegone non lontano dal supermercato Carrefour. Lizzadro: «Abbiamo presentato denuncia alla procura di Como nel 2021 attraverso l’avvocato Boris Boffelli con studio a Milano».

Il passaggio di testimone

Nel 2021 c’era stato il passaggio di testimone, con non poche difficoltà, da Colombo a Lizzardo e il conseguente riscontro delle anomalie nella gestione delle spese condominiali. «I condomini hanno subito deciso di procedere penalmente, per questo ci siamo rivolti a un legale e alla Procura di Como, poi siamo stati informati che la pratica era passata a Monza, dove altri colleghi avevano già segnalato diversi ammanchi». Lizzadro evidenzia che la maggior parte dei 60mila euro rivendicati dai suoi clienti sarebbero fatture dell’acqua mai pagate o saldate solo parzialmente. «La società idrica verifica i mancati pagamenti in maniera più lenta rispetto agli altri enti, per questo le anomalie non sono state subito evidenti. Inoltre, in base a quanto siamo riusciti a ricostruire, Colombo tranquillizzava i condomini inviando la ricevuta dei bonifici, ma subito dopo stornava l’importo».

Un comportamento riscontrato anche dalle investigazioni patrimoniali e finanziarie effettuate dai militari del Nucleo di Polizia economico-finanziaria di Monza, coordinate dalla Procura monzese. In base a quanto è emerso l’indagato avrebbe effettuato negli anni trasferimenti di denaro dai conti correnti dei condomini ai propri, ingiustificati prelevamenti di contante e disposto anche pagamenti a favore di soggetti terzi estranei.

Alla luce di questi elementi martedì 26 settembre i militari hanno dato esecuzione, su delega della Procura della Repubblica brianzola, ad una misura cautelare personale degli arresti domiciliari, disposta dal Giudice per le indagini preliminari, contestualmente hanno eseguito un provvedimento di sequestro preventivo, finalizzato alla confisca, di denaro e disponibilità finanziarie per quasi 700mila euro, pari all’ammontare del profitto illecito del reato ascritto. Ora cosa accadrà? È nelle facoltà di Colombo fare ricorso al tribunale dei riesame per rivedere la misura cautelare degli arresti domiciliari.

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