Cantù, il Comune vuole investire in rifiuti

Il progetto L’amministrazione pensa di affidarsi a Service 24 Ambiente, unica società comasca di questo tipo. L’amministrazione entrerebbe nel capitale sociale

L’obiettivo è avere un servizio di igiene urbana migliore, più efficiente, e raggiungere la percentuale fissata dalla Regione dell’80% di raccolta differenziata. E per farlo il Comune vuole dare una svolta, affidandolo a Service 24 Ambiente, l’unica società a capitale pubblico della provincia di Como nel settore della gestione dei rifiuti.

Un passo decisamente importante e tutto da valutare, che ha visto una prima illustrazione della proposta relativa all’entrata di piazza Parini nel capitale sociale dell’azienda, e quindi il contestuale affidamento in house del servizio, venerdì, nell’ambito della seduta congiunta di tre commissioni, Bilancio e Commercio, Ambiente e Attività Economiche. E il punto che meno ha convinto le opposizioni è stato proprio questo, affrontare un argomento di questo peso a una manciata di giorni dall’ultima seduta di consiglio comunale prima della scadenza del mandato. Ogni decisione, quindi, è demandata alla prossima amministrazione.

A presentare la proposta è stato Massimo Di Domenico, presidente del cda di Service Ambiente 24, società di cui fanno parte Albavilla, Albese con Cassano, Arosio, Brunate, Capiago Intimiano, Carugo, Erba, Inverigo, Lipomo, Mariano, Montorfano, Orsenigo e Tavernerio. I vantaggi di una gestione a partecipazione pubblica, ha spiegato, non mancherebbero: «Avere un rapporto diretto con la società permette ai Comuni di porsi obiettivi ambiziosi». Quali? «Raggiungere un livello di raccolta differenziata più alto possibile – continua – ridurre la produzione stessa di rifiuti, attuare un servizio di pulizia più efficiente. E arrivare in prospettiva al pagamento della Tari sulla base dei rifiuti prodotti».

Il Comune si è affidato alla D’Aries & Partners, società di consulenza per gli enti pubblici, per valutare la proposta. Ciro D’Aries ha chiarito che l’ingresso in Service 24 sarebbe un passaggio impegnativo, al quale dovrebbe seguire un potenziamento dei sistemi di controllo: «Il servizio deve essere congruo, al di là della semplice convenienza economica, nel rispetto degli obiettivi che l’amministrazione intende raggiungere».

In base alle relazioni fornite, ha confermato, questa congruità sussiste. Il consigliere di Pd, Unire Cantù, CanTù con Noi Vincenzo Latorraca ha espresso una critica netta non alla proposta ma al metodo: «Non è possibile, dopo cinque anni di mandato, arrivare alla vigilia dell’ultimo consiglio comunale a porre una questione tanto importante. E’ di una gravità assoluta. Non ho motivo di dubitare della relazione presentata ma non ho capito quali siano gli obiettivi di questa amministrazione. Quali sono gli indirizzi? Sotto il profilo politico non c’è nulla». Il presidente di commissione Maurizio Facchini (Lega) ha frenato: «Nessuno ha intenzione di portare questa proposta all’ultimo consiglio. In questo momento abbiamo voluto fare una fotografia dello stato del servizio, stiamo dando un indirizzo politico. Chi arriverà dopo di noi spero porti avanti questo progetto. Il percorso qui inizia, non finisce».

Anche Roberta Molteni di Lavori in Corso avrebbe preferito che questo iter venisse avviato prima: «A me spiace che si arrivi all’ultima commissione, perché avrei seguito molto volentieri l’evolversi di queste considerazioni se questo tavolo fosse stato aperto mesi fa».

© RIPRODUZIONE RISERVATA