Dopo santuario e cimitero tocca all’asilo. Ancora in azione la banda dell’oro rosso

Cantù Ladri alla scuola per l’infanzia San Carlo di Fecchio: spariti cinque pluviali in rame. Il presidente: «Quanta amarezza. Neppure luoghi come questo vengono risparmiati»

Ladri di rame ancora in azione: dopo il santuario della Madonna dei Miracoli e il cimitero maggiore, circa un mese fa, questa volta è toccato alla scuola dell’infanzia San Carlo di Fecchio. Il copione è sempre lo stesso, si sono introdotti nel giardino durante la notte tra venerdì e ieri, hanno agguantato cinque pluviali, o meglio la parte terminale che scende verso terra, più semplice da portarsi via, e poi, dopo aver fatto passare la refurtiva da un buco praticato nella recinzione, sono scappati.

Sopralluogo

Ieri i carabinieri di Cantù hanno effettuato un sopralluogo in via Per Alzate, e lunedì verrà formalizzata la denuncia per furto. Furto che, fortunatamente, rappresenta un danno limitato. Ma l’amarezza di fronte a un gesto simile, è tanta. «Oggi succede anche questo» commenta Massimiliano Pedalà, presidente del consiglio d’amministrazione della scuola dell’infanzia San Carlo.

I ladri sono entrati in azione durane la notte, visto che fino al tardo pomeriggio di venerdì la materna è rimasta aperta. «Ieri mattina – spiega – un genitore che era passato per realizzare degli addobbi natalizi in giardino si è accorto di un buco nella rete. Mi ha subito avvisato e abbiamo chiamato i carabinieri». L’entrata della scuola è affacciata sulla trafficata via Per Alzate e protetta da alti pannelli di plexiglas. I malviventi, invece, sono passati dal parcheggio laterale, quello dell’oratorio e il buco nella recinzione, verosimilmente, è servito per portare all’esterno i lunghi pluviali staccati. Cinque in tutto, solo quelli di rame. Gli altri più vecchi, in plastica o metallo, sono rimasti al loro posto.

«Non sono stati fatti altri danni – prosegue Pedalà - e non ci sono stati tentativi di entrare nella scuola, l’allarme non ha suonato». Sarebbe potuta andare peggio, insomma. «Resta l’amarezza - continua -spiace molto, però, che si rubi persino in un asilo». I ladri, non è detto sapere se gli stessi oppure no, non sottilizzano troppo e non si pongono problemi. L’oro rosso fa sempre gola, e non importa dove si trovi.

Così a finire nel mirino dei razziatori di rame, ai primi di novembre, erano stati il santuario della Madonna dei Miracoli, l’abitazione utilizzata, in vita, dalla sacrestana, e il vicino cimitero maggiore. Il copione era stato lo stesso, arrivati durante la notte, quando il loro armeggiare lungo viale Madonna, via Brighi e via Cesare Cantù era potuto passare inosservato.

L’incursione tra le tombe

In tutto, una decina di pluviali portati via, in parte subito sostituiti. Il tutto era accaduto a pochi giorni delle segnalazioni, da parte di diversi cittadini, di furti all’interno del cimitero maggiore stesso: vasi, rosari, persino le lettere in rilievo sulle tombe.

«Di per sé non ci sono grandi pensieri, se non di dispiacere - aveva commentato don Maurizio Pessina, prevosto della comunità pastorale di San Vincenzo - Innanzitutto è stato toccato un edificio sacro, con un furto anche consistente, dato che sono stati portati via diversi canali di rame. Dispiacere, quindi, per l’edificio sacro e per l’entità del danno». Ora si è aggiunto anche quello all’asilo San Carlo di Fecchio.

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