Le truffe e il mistero dell’Audi nera «sempre presente»

Tavernerio Due tentativi sventati nel giro di poche ore. E sul posto la stessa vettura. Si moltiplicano le segnalazioni

Si susseguono le segnalazioni in arrivo da Tavernerio (che vanno ad aggiungersi ad altre sostanzialmente identiche che arrivano dalla Bassa Comasca) in merito ad un’auto scura, un’Audi A3 nera, con a bordo un uomo che avvicina anziani automobilisti nel tentativo di raggirarli con quella che abbiamo imparato a conoscere come la “truffa dello specchietto”. Il malvivente in questione simula di essere stato toccato – o a piedi, oppure con la propria auto – dallo specchietto retrovisore di una seconda vettura, di solito scegliendo anziani al volante, per poi chiedere soldi in contanti per non mettere di mezzo le assicurazioni o le forze dell’ordine.

Più volte in paese

Negli ultimi giorni della scorsa settimana l’Audi nera è stata vista più volte aggirarsi per Tavernerio ed entrare in azione in due distinte circostanze. La prima la racconta il cognato di un ottantasettenne preso di mira giovedì in piazza, uomo che tuttavia vuole mantenere l’anonimato per non turbare ulteriormente il proprio parente che comunque, con strategia, era riuscito ad evitare il colpo.

«Erano le 13 – ci racconta – mio suocero era andato a prendere mio figlio a scuola. Un uomo l’ha avvicinato dicendo che la propria auto era stata toccata con lo specchietto retrovisore. Mio suocero, che avevamo messo in guardia contro i tentativi di truffa, è stato bravo perché non si è scomposto e ha risposto che non c’erano problemi e che avrebbe chiamato la polizia locale per fare la constatazione amichevole. Ovviamente quell’uomo si è subito messo in auto e si è allontanato».

Il numero di targa

Il signore di 87 anni, nel riferire l’accaduto, aveva parlato di una Audi A3 nera. Così, quando nelle scorse ore il genero - in via Primo Maggio - ha notato proprio quel modello di macchina fermo con un altro anziano a discutere indicando uno specchietto, si è fermato per chiedere se ci fossero problemi. «Mi sono fermato e sono sceso dall’auto per verificare che fosse tutto a posto, ma è bastato questo mio gesto per portare l’uomo a risalire in macchina e allontanarsi velocemente. Anche questa seconda vittima era anziana, mi ha raccontato che quel truffatore gli stava dicendo di avere dei segni sulla fiancata lasciati proprio dallo specchietto».

Segni che di solito vengono fatti dai malviventi utilizzando del grasso oppure dei pastelli a cera, per rendere più credibile la scusa del danneggiamento in seguito al tocco dello specchietto retrovisore sulla carrozzeria. Anche questo secondo colpo, insomma, non è andato a segno ma il problema resta e per questo il cittadino ha già informato anche le forze dell’ordine nella speranza che si possa risalire all’identità del presunto truffatore.

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