L’ultimo saluto a Gianni Redenti: «Politico con a cuore il paese»

Tavernerio Morto a 77 anni, era stato vicesindaco e molte volte assessore. Paulon: «Appassionato, con tanta esperienza». Radice: «È stato una guida»

E’la fine di un’era per il paese: questo il sentimento che in queste ore accomuna tutti, amici e avversari, nel ricordo di Gianvittorio Redenti, 77 anni, per tutti Gianni, che ha segnato la vita politico amministrativa e sociale del paese per mezzo secolo.

Redenti, a causa di una malattia, si è spento nel tardo pomeriggio di lunedì. Ieri la notizia ha fatto il giro del paese, generando un’ondata di commozione e cordoglio. Classe 1946, il prossimo 29 gennaio avrebbe compiuto 78 anni. Nato e cresciuto a Tavernerio, fin da giovanissimo, come ricordano gli amici, tra gli anni Sessanta e Settanta, si era impegnato in prima linea in politica, scegliendo di aderire alla Democrazia Cristiana che, fino alla fine della Prima Repubblica, è stato partito di maggioranza relativa in Italia. Nella Seconda Repubblica ha militato in Forza Italia.

Quarant’anni in consiglio

Per oltre quarant’anni, come ricorda l’amico Eliano Noseda, è stato seduto sui banchi del Consiglio comunale, sia in maggioranza che in minoranza, con lo spirito indomito che era la sua peculiarità da sempre. Schietto, sincero, battagliero, amava parlare chiaramente e, quando era necessario, si confrontava senza sconti con gli avversari. Redenti ha visto passare numerosi sindaci, dai compianti Aldo Rossini e Guido Frangi ai sindaci più recenti. Assessore più volte fin dalla fin degli anni Ottanta, nel 2011 divenne vicesindaco di Rossella Radice: carica che ricoprì fino alla rottura politica nel 2015. Rappresentante e dirigente per un’azienda di generi alimentari all’ingrosso, amava il suo paese e conosceva davvero tutto e tutti. Negli ultimi anni sedeva nel Consorzio Bim del Lago di Como, Brembo e Serio: sempre instancabile, era riuscito a ottenere fondi per Tavernerio. Da ultimo 95mila euro, che sono serviti per la ristrutturazione del centro civico di Ponzate.

L’attuale sindaco, Mirko Paulon, lo ricorda: «Gianni era una persona appassionata della politica, che ha donato molto del suo tempo per la comunità di Tavernerio. I rapporti sono sempre stati cordiali e ascoltavo con interesse i suoi consigli perché era persona di grande esperienza. Poi potevamo avere opinioni diverse su qualche intervento, ma erano sempre critiche costruttive e si discuteva con grande rispetto reciproco. Ora il pensiero va alla famiglia a cui vanno le condoglianze di tutta l’amministrazione comunale”.

«Un aiuto prezioso»

Commozione anche per l’ex sindaco Radice: «Al di là delle cose che poi ci hanno diviso, lo ricordo per le tante cose belle che ha fatto – commenta – Nei primi anni è stato un aiuto prezioso per me, che ero alla prima esperienza amministrativa. Era diventato uno di famiglia: carattere unico, amava fare battute in dialetto con il suo portamento singolare». Noseda ricorda anche la passione dei Redenti per la musica: fondò 33 anni fa il coro “Amici del lunedì”: «Fino alla fine di ottobre ha partecipato alle prove. Tra musica tradizionale e musica leggera, nazionale e internazionale, sapeva riunirci tutti. Ricordo ancora quando da ragazzo andava a mettere i manifesti politici con la colla».

Era anche un convinto cattolico praticante. La moglie Silvana ringrazia le persone che in questi giorni lo hanno voluto ricordare. Oggi pomeriggio, alle 15 i funerali nella chiesa parrocchiale dell’Eucarestia, preceduti alla 14.30 dal rosario.

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