Mezzo secolo in municipio a Maslianico: «Adesso però dico basta»

Politica Mario Luppi, ex sindaco, lascia il consiglio dopo 54 anni. Decano degli amministratori comaschi: «Tornassi indietro, rifarei tutto»

Da qualsiasi prospettiva lo si guardi, quello di Mario Luppi, 75 anni compiuti lo scorso 11 marzo e portati con spirito alpino, stimato avvocato del foro di Como, è un record di longevità amministrativa che rappresenta uno spot a pieno titolo non solo per il Comune di Maslianico, ma per tutti i municipi insubrici, per rimanere a questa porzione di territorio.

Già perché con le elezioni comunali dell’8 e 9 giugno prossimi, Mario Luppi lascerà il municipio di confine dopo 54 anni ininterrotti di presenza e attività. Per il nostro giornale, seduto nell’ufficio dell’amico sindaco Tiziano Citterio (entrambi sono del ’49), l’ex primo cittadino oggi capogruppo di maggioranza, con uno strappo alla proverbiale riservatezza, riavvolge il nastro di questo mezzo secolo (e oltre) trascorso in Comune.

«Sono stato eletto undici volte. E pensare che in quel 1970 (allora si diventava maggiorenni a 21 anni) se don Alessandro Riva non avesse insistito, le cose magari sarebbero andate diversamente».

«Era un parroco molto aperto ai temi sociali ed aveva visto in me un giovane che poteva un contributo alla società civile. Quello dell’allora prevosto è stato più che un invito, che ho accolto di buon grado. Il mio primo sindaco è stato Ernesto Cassani - ricorda -. La passione non è mai venuta meno. La riassumo in dieci anni da consigliere, poi nel 1980 divento assessore».

Quella volta da assessore

Qui il racconto s’interrompe per qualche secondo. «Mi chiederà perché cito il 1980. Il mio primo figlio è nato la notte tra il 30 ed il 31 ottobre 1980. Mi ricordo che al 31 ottobre sera era programmato il Consiglio comunale per l’approvazione del bilancio - fa notare, con un sorriso rassicurante -. E così dopo una notte trascorsa in Valduce e la mattinata in ufficio, la sera ero regolarmente in Consiglio comunale nella veste di assessore al Bilancio. Sono stato assessore sino al ’90, poi vicesindaco sino al ’95 e nelle due legislature successive consigliere d’opposizione per poi fondare la lista “Il Ponte” e tornare in maggioranza con due legislature da sindaco (sino al 2014) e due accanto all’amico Tiziano Citterio da capogruppo di maggioranza».

«È sempre più difficile»

La sua è una storia di stretta attualità soprattutto in questo momento storico dove non solo molti schieramenti faticano a “chiudere” le liste, ma persino a trovare il candidato sindaco.

«L’impegno civico deve rappresentare un qualcosa di nobile e importante, in primis per i giovani - conferma Luppi -. In realtà come le nostre c’è bisogno che qualcuno si metta a disposizione della comunità. Lo dico da amministratore di un paese che ha nel volontariato una delle sue “colonne” grazie alle numerose Associazioni e realtà attive e ben strutturate. Forse potrebbe sembrare un luogo comune, ma fare il sindaco sta diventando sempre più difficile per il carico di responsabilità e burocrazia con cui quotidianamente bisogna convivere».

«I tempi della stretta di mano tra galantuomini sono un ricordo lontano. In questi ultimi cinque anni abbiamo dovuto peraltro affrontare emergenze di assoluto rilievo come il Covid e l’alluvione del luglio 2021».

E alla domanda finale (di rito) se potendo tornare indietro rifarebbe questa scelta, Mario Luppi non ha dubbi: «Certo che sì. E consiglio ai giovani di valutare questa opportunità. Il “grazie” della gente ripaga di tanti sacrifici. Lo dico da decano degli amministratori comaschi, come mi ha fatto notare di recente un amico».

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