Comocalor vuole dieci milioni: no del Comune e rischio caos

Il caso La società batte cassa dopo i lavori sulla rete del teleriscaldamento. Gli uffici: mancano i presupposti. Verso il contenzioso e la proroga è scaduta

Comocalor verso un contenzioso con il Comune.

La società che gestisce il teleriscaldamento ha chiesto a Palazzo Cernezzi 10 milioni e 268mila euro per gli interventi effettuati alla rete nell’ultimo quinquennio. Secondo gli uffici comunali, però, mancano le condizioni per riconoscere simili importi. Scaduta la concessione, in mancanza di una ulteriore proroga e di un bando di gara, la situazione appare critica.

Già durante il precedente mandato la società partecipata, le cui quote appartengono ad Acinque e al gruppo Pezzoli Petroli, aveva bussato alle porte dell’allora sindaco Mario Landriscina per cercare di mettere un punto alla delicata questione. Nel giugno 2021 è stato sottoscritto un contratto per prorogare il servizio fino al 2022, esattamente fino al 14 ottobre. Allora l’intenzione, nel più breve tempo possibile, era trovare una soluzione definitiva. Quindi la società si è detta disponibile a continuare a occuparsi del teleriscaldamento, almeno per l’inverno in corso 2023-2024.

Botta e risposta

Ad oggi l’amministrazione deve ancora formalizzare una eventuale proroga oppure costruire un bando per affidare il servizio. Un bando però importante e oneroso in termini economici e di tempo. L’originaria concessione prevede comunque che al termine vengano rimborsate le spese sostenute per il programma di rinnovo della rete, con la progressiva sostituzione di tubature e impianti. Fino al dicembre del 2020 Comocalor ha chiesto 3 milioni e 835mila euro, poi fino all’ottobre del 2022 altri 6 milioni e 432mila euro. Quindi come detto in totale più di 10 milioni. Questa cifra non comprende l’ultima annualità, nel corso della quale però non sono stati effettuati grandi lavori.

Tutti questi milioni di euro possono anche essere inseriti in un futuro bando come onere per i prossimi gestori, chiunque siano. La somma però, a detta degli uffici comunali, non può essere riconosciuta anche per la mancanza di preventivi reali e dei presupposti formali.

La palla agli avvocati

La società, dovendo rispondere alle leggi del mercato, senza risposte certe sarebbe intenzionata a procedere per vie legali. Anche se, al momento, un formale deposito ancora manca e si cerca un margine per trattare. Chieste informazioni a Comocalor, non sono state rilasciate dichiarazioni. Più passa il tempo però e più il nodo diventa difficile da sciogliere.

La rete del teleriscaldamento interessa i quartieri di Camerlata, Muggiò, Rebbio, Breccia e Albate per 18 chilometri, serve circa 140 condomini oltre all’ex Sant’Anna e a diverse scuole e impianti sportivi.

Nel 2022 il Comune ha commissionato a esperti del Politecnico di Milano una indagine, per circa 39mila euro, per capire meglio le condizioni di salite della rete del teleriscaldamento. Risultato: la rete, nonostante abbia una trentina d’anni, è considerata ancora un bene prezioso per la città.

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