«Il Carducci è storia. Con il Comune va cercata un’intesa»

Il dibattito L’appello di Palchettisti e Famiglia Comasca affinché si dialoghi per una soluzione condivisa. Bocchietti: «L’associazione ha fatto tanto, va aiutata»

L’associazione Carducci rappresenta un (lungo) pezzo di storia della città, un patrimonio culturale e per questo va tutelata, ma sia dai Palchettisti che dalla Famiglia Comasca, due delle principali realtà culturali cittadine, arriva l’auspicio che si scelga la strada del dialogo per arrivare a una soluzione.

«La pluralità nell’ambito della cultura è un valore da preservare a tutti i costi e tutti gli enti e organizzazioni che fanno cultura devono essere aiutate e non penalizzate»

Chiedono che Comune e associazione si siedano attorno a un tavolo per trovare un accordo «nell’interesse di tutti» in modo da mettere fine allo scontro sugli spazi e su chi debba pagare le spese per le utenze. «Credo che la pluralità nell’ambito della cultura sia un valore da preservare a tutti i costi - commenta Claudio Bocchietti, presidente dei Palchettisti nonché socio del Carducci- e tutti gli enti e organizzazioni che fanno cultura devono essere aiutate e non penalizzate. A mio avviso poi occorre sempre, nella valutazione delle questioni di interesse generale, un approccio che vada al di là della asettica lettura della norma giuridica». E aggiunge: «Credo che il Carducci abbia fatto per quasi cento anni la manutenzione del museo Casartelli e so che l’anno scorso stava seccando la formalina nelle boccette dove c’erano i campioni conservati e sono prontamente intervenuti». Poi prosegue: «So che c’è una causa in corso per la questione delle bollette della luce, ma credo che sia necessario fare una valutazione un po’ della storia, del valore sociale e culturale porta alla città, al di là degli aspetti burocratici. Questo per dire che il Carducci va aiutato, se ci sono aspetti non chiari si chiariscano. Auspico che ci sia un dialogo che tenga conto delle libere associazioni, riconosciute anche dall’articolo 2 dalla Costituzione. Non esistono solo gli enti pubblici e le associazioni sono importanti». E chiude dicendo: «Gli spazi di viale Cavallotti? Auspico che vengano tutti occupati, senza barricate da entrambe le parti. No a strumentalizzazioni ma vedere in che misura un’associazione serve e, se ha funzione sociale, come nel caso del Carducci, va rispettata, incentivata e il Comune deve incoraggiarla. Serve dialogo».

«Il Carducci è tenuto bene dall’associazione e sarebbe un peccato che si perdesse questa opportunità»

Parla della necessità di sedersi attorno a un tavolo, Comune e Carducci, il presidente dell’associazione Famiglia Comasca Daniele Roncoroni. «La questione - commenta Roncoroni, anche lui socio del Carducci - a mio avviso merita un approfondimento serio e mi sembra che il sindaco sia uno che va a fondo delle questioni e, leggendo gli stralci dell’accordo che voi avete pubblicato, credo anche che sull’utilizzo del Museo Casartelli abbia anche ragione». Ma il numero uno della Famiglia Comasca va oltre: «Auspico che la cosa migliore da fare sia sedersi attorno a un tavolo e saper dividere quello che è il cuore dalla parte amministrativa. Come amministrazione si seguono logiche che non sono quelle di cultura e qui siamo anche di fronte a una questione tecnica». E ancora: «Il Carducci è tenuto bene dall’associazione e sarebbe un peccato che si perdesse questa opportunità, ma credo che non succederà. La soluzione sarà nell’analisi delle sedi che ci sono e continuare mettendole in regola e rispettando le norme di “buon comodato”. Questo credo sia nell’interesse di tutti e per questo va approfondito il tema e trovata una soluzione».

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