L'assessore regionale: «Il 97% dei treni in ritardo arriva entro 15 minuti. Il voto? Do un 6»

Viaggi della speranza L’assessore ai Trasporti Franco Lucente: «Rete vecchia e inadeguata, i passaggi a livello spesso creano problemi»

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C’è chi rinuncia al treno, abbandona qualsiasi velleità ecologista e sceglie a malincuore l’auto, ma c’è anche chi non ha altra scelta che continuare ad affidarsi, pur con poche speranze, al servizio ferroviario lombardo. L’insoddisfazione è ormai ampiamente diffusa tra i pendolari comaschi che, nelle scorse settimane, hanno scritto al giornale per prendere parte a l reportage “Viaggi della speranza. Video inchiesta sui disservizi dei treni comaschi”, pubblicato su laprovinciadicomo.it.

Franco Lucente, assessore ai Trasporti e mobilità sostenibile, risponde alle segnalazioni e lamentele raccolte nel reportage, realizzato viaggiando insieme ai pendolari comaschi.

Un inverno difficile, quello appena trascorso, sul fronte del trasporto ferroviario: è d’accordo, assessore?

Abbiamo affrontato un momento di criticità, ma lo stiamo risolvendo e stiamo facendo incontri con i pendolari per spiegare la volontà di Regione Lombardia di risolvere le problematicità che ci hanno interessato in particolare tra metà ottobre e fine di dicembre.

Ora quindi il trend è in miglioramento?

Da gennaio mi sono attivato affinché ci fosse un incontro con Trenord e con Rfi per cercare di capire dov’erano le difficoltà e come intervenire. Con fatica abbiamo fatto piccoli passi in avanti a gennaio, poi già a febbraio, esclusi gli ultimi quattro giorni del mese, abbiamo avuto una netta ripresa.

Avete ricevuto segnalazioni anche dalla provincia di Como?

Sì, anche Como è stata attenzionata per una serie di disagi nei periodi indicati: vorrei però tranquillizzare i pendolari comaschi dicendo che le loro richieste non restano inevase.

Eppure proprio alcuni pendolari comaschi ci hanno raccontato di aver mandato richieste di chiarimenti tanto a Trenord quanto alla Regione, senza ottenere risposte.

Tutte le istanze che arrivano a questo assessorato vengono evase. Vengo definito come l’assessore che ha dato ascolto per la prima volta dopo tanto tempo ai pendolari, non vedo perché non dovrei dare risposte. Se è sfuggito qualcosa me ne scuso, ma non passa più di una settimana senza che chi scrive possa avere una risposta.

Nel nostro reportage abbiamo verificato che i problemi di guasti e ritardi o soppressioni vengono ora attribuiti alle aziende che hanno in carico il servizio ferroviario, ora alle aziende che si occupano della rete ferroviaria. Questo crea confusione tra i pendolari. A chi sono imputabili i frequenti disagi sulle linee?

C’è una corresponsabilità delle varie aziende, sia di servizio che di gestione rete. L’opera infrastrutturale è necessaria e deve essere presa seriamente in considerazione per avere un miglior servizio in futuro. Anche perché non possiamo “metterci una pezza” con l’inserimento di nuovi treni e poi avere il problema della rete che non è adeguata o è obsoleta in alcune tratte.

Non è solo la rete a essere vecchia, anche i treni spesso lo sono.

È vero, c’è un problema legato alla vetustà dei treni, che però da qui al 2025 sarà superato, visto che abbiamo 100 treni da consegnare entro dicembre e che stiamo consegnando 222 treni totali per un costo di 1,7 miliardi, investiti da Regione in questi anni. Detto ciò, ritengo necessario anche un miglioramento della rete: in alcuni punti la situazione è drammatica per la presenza dei passaggi a livello, che sono tanti e creano difficoltà.

Le aziende che si occupano di treni e infrastrutture ferroviarie fanno tutte capo a due sole società, Ferrovie dello Stato italiane e Fnm Group: questo non svilisce un po’ la concorrenza e di conseguenza l’efficienza del servizio?

Credo proprio di no, è così in tutto il resto d’Italia. Sono solo quattro le Regioni che sono andate in gara e, in tutte e quattro, le gare sono state vinte dall’unico partecipante, che era il gestore precedente.

Molti pendolari però guardano con criticità alla decisione di Regione Lombardia di rinnovare il contratto a Trenord per altri dieci anni.

Noi dobbiamo rafforzare il servizio che abbiamo e guardare con attenzione a un’azienda che deve essere valorizzata e deve essere considerata un patrimonio di Regione Lombardia: se la guardiamo in questo senso potremo dare un servizio migliore ai cittadini lombardi.

Lei come giudica il servizio di trasporto ferroviario lombardo?

Se dovessi dargli un voto, ora, sarebbe 6, che per me non è un buon voto. Il trend deve migliorare, questo è certo, e l’obiettivo fondamentale che ci poniamo per il contratto di servizio è di un milione di utenti al giorno. Detto questo, non so quale altra Regione possa avere gli stessi numeri (ogni giorno abbiamo un’utenza di 780mila persone) e dare lo stesso servizio di Regione Lombardia.

E invece come valuta l’efficienza delle corse sul territorio comasco?

Bisogna pensare che ci sono 260 treni che viaggiano quotidianamente sulle tratte di Como. Abbiamo 28.500 utenti tra andata e ritorno, ogni giorno, e le nostre rilevazioni ci dicono che in realtà il 97,3% di questi treni arriva a destinazione entro 15 minuti, che per noi è un orario normale. Questi i dati della prima settimana di marzo: su 9.820 treni, 9.555 sono arrivati entro 15 minuti di ritardo.

Un tema caro ai pendolari comaschi è quello dei treni regionali veloci tra Como e Milano, che spesso vengono soppressi. Che progetti ha la Regione a proposito?

Sono a conoscenza di questa richiesta, tuttavia, ci sono dei lavori a Como Borghi che riguardano un sottopasso: non appena saranno ultimati partiremo coi treni Regio Express che daranno un percorso diretto e veloce.

Infine, parliamo del sistema rimborsi, che sta per cambiare: in che senso?

Con i comitati dei pendolari ci siamo già confrontati su questo punto e ho garantito il bonus sarà ripristinato. Quello che cambia è la modalità: stiamo ragionando sul mantenimento o meno dell’automatismo, ma ritengo che nel 2024 sia opportuno fare richieste per ottenere un rimborso. Il rimborso non scenderà al 10%, resterà di valore pari al 30%. Farà un po’ arrabbiare il fatto che il sistema di rimborsi automatici scade il 30 di marzo, mentre ci vorrà un po’ di tempo per definire i criteri nuovi.

Come funzionerà quindi per i rimborsi dei mesi “scoperti”?

Sarà garantita la retroattività del bonus: chi lo deve prendere nei mesi in cui non sarà ancora attivo il nuovo sistema, riuscirà a recuperarlo più avanti. Dobbiamo ancora decidere come funzionerà: forse si dovrà fare richiesta, forse ci sarà un’App, forse ci si dovrà rivolgere allo sportello. La mia speranza è di riuscire a dare informazioni più chiare nel giro di qualche settimana.

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