L’aveva colpita con 14 coltellate: ora (a sorpresa) la confessione

L’indagine Michael Patellaro, 25 anni, ha risposto nel carcere al pm Antonio Nalesso. Aveva ferito la compagna con cui viveva in via Bixio, a Como

A sorpresa, dopo mesi di silenzio e dopo l’iniziale interrogatorio in cui si era avvalso della facoltà di non rispondere, Michael Patellaro, 25 anni, accusato del tentato omicidio della ex compagna Erika Dessi con cui conviveva in una casa di via Bixio, ha deciso di parlare al pm che l’ha indagato.

L’interrogatorio si è tenuto mercoledì nel carcere di Monza, alla presenza del pm Antonio Nalesso, con l’indagato assistito dall’avvocato Livia Zanetti. Patellaro – secondo quanto è stato possibile ricostruire – avrebbe in sostanza ammesso le accuse che gli vengono contestate, specificando solo alcuni punti su precedenti episodi di maltrattamenti ma senza stravolgere l’impianto della pubblica accusa. Interrogatorio che è durato poco e che, verosimilmente, porterà ora alla richiesta di giudizio da parte della procura. Fase finale di un lavoro di ricostruzione – coordinato dalla squadra Mobile – che è ultimato e che già nelle scorse settimane aveva portato il pubblico ministero a notificare alla difesa l’avviso di conclusione delle indagini preliminari.

L’indagato nei mesi scorsi era anche stato riconosciuto capace di intendere e di volere nei momenti in cui infliggeva le 14 coltellate alla compagna aggredendola nel sonno.

Il fatto di sangue era avvenuto il 12 ottobre dello scorso anno in via Bixio. Il venticinquenne conviveva con la ragazza all’ultimo piano di una casa affacciata sulla città. Le accuse configurano l’ipotesi di tentato omicidio e di maltrattamenti in famiglia, lesioni, resistenza a pubblico ufficiale e di lesioni sempre ad un pubblico ufficiale quando, nella sera del fatto di sangue, fermato dagli agenti della squadra Mobile e delle volanti sul pianerottolo della casa e portato in Questura, reagì scagliandosi contro la polizia.

Anche il comportamento di Patellaro subito dopo l’aggressione non era stato lineare: era uscito di casa, andando a piedi fino alla stazione di Como San Giovanni come per voler fuggire per poi girare e tornare indietro chiamando i soccorsi.

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