Oggi la Lega compie 40 anni: «Con il lago legame speciale»

Politica Il 12 aprile 1984 Umberto Bossi fondò la “sua” Lega Lombarda - Il “Mandell”: «Il Capo ha sempre detto che noi siamo gente tosta e fedele»

«Un giorno arrivai a Como in macchina e vidi cadere una goccia di vernice verde. Alzai gli occhi e c’era lui, il Conti (Elvio Conti, che aveva messo a disposizione la sua casa di via Negretti, la prima sede comasca, ndr), su un trattore, con il pennello, che stava scrivendo su un ponte. Gente semplice, gente di fede». Così Umberto Bossi, nel 2009 raccontava a “La Provincia” gli esordi della Lega sul Lario e la storia di un’idea.

Da Elvio Conti a Gianfranco Miglio

Idea che il 12 aprile del 1984 è diventata la Lega Autonomista Lombarda, di cui oggi si festeggiano i quarant’anni (diventò Lega Nord dal 1988). Quello che era nato come movimento di rottura oggi è il partito politico più longevo. Le zone di Varese e Como furono le prime che Bossi battè a tappeto, con la sua auto, giorno e notte. Il primissimo simbolo della Lega fu addirittura una “lucia”, ma durò lo spazio di qualche volantino. A Como molto ruotò attorno alla figura di Conti: oltre alla sede fu lui a creare una rete di contatti e a far conoscere tra loro i lumbard lariani di ieri e di oggi, dai semplici militanti al “Prufesùr” Gianfranco Miglio. Negli scatoloni di Conti passarono i primi manifesti: dal “Lumbard tas” al celebre disegno della Lombardia in versione gallina dalle uova d’oro. Da Conti a Enrico Rivolta (padre di Erica, anche lei un volto ormai storico lariano), presente nel momento della scelta del simbolo (l’Alberto da Giussano), quelli erano gli anni delle scritte verdi sui muri e dello slogan “Padania libera”. Nel giugno del 1987 Bossi sbarcò a Palazzo Madama diventando il “Senatùr”. L’anno successivo Luca Leoni Orsenigo fu il primo consigliere comunale eletto nelle file della Lega Lombarda in provincia di Como (a Mozzate) e nel 1992 deputato (nel 1993 sventolò in aula il cappio durante il dibattito su Tangentopoli). Il canturino Antonio Borghi, invece, divenne consigliere a Olgiate. Il 1989 fu anche l’anno in cui le bandiere leghiste sventolarono nelle prime sezioni del lago.

L’Umberto aveva capito subito le nostre potenzialità»

E non è un caso che i quarant’anni della Lega in riva al Lario abbiano ancora oggi un significato speciale per Lezzeno, roccaforte leghista sin dalla seconda metà degli anni ’80, dove il Carroccio e Umberto Bossi hanno sempre potuto contare su percentuali bulgare in tutte le tornate elettorali. «Non è facile riavvolgere il nastro di questi 40 anni. Potrei citare i primi incontri con Umberto Bossi in via Boldoni a Como o le tante serate a Lezzeno per la “Festa del Laagh”, a cominciare dalla prima festa nel lontano 1990 - racconta proprio Armando Valli, per tutti il “Mandell” una legislatura da senatore a Palazzo Madama tra il 2008 e il 2013 -. Ringrazio il “Capo” (come ancora oggi chiamo al pari di tanti militanti storici Bossi) e non posso che ringraziare Luigi Molinari, mio coscritto, prematuramente scomparso nel ’94. Senza di lui non mi sarei avvicinato alla Lega». Ci sono tanti episodi che legano Bossi, la Lega (ancora oggi il Comune è guidato da una lista con il loghino “Lega”) e Lezzeno, a cominciare dalle Europee del 1989, agli albori del Carroccio, quando la Lega nel Comune sul lago conquistò il 22%, diventando un “caso nazionale”. «Il Capo ha sempre sostenuto che noi del lago siamo gente tosta e fedele. Cito Lezzeno, la Tremezzina, Menaggio, Porlezza e ci metto anche le vicine valli, a cominciare dalla Val d’Intelvi - rimarca ancora il “Mandell” - . Quarant’anni dopo posso dire che l’Umberto aveva capito subito le potenzialità della nostra gente e non è un caso che sia sempre stato al nostro fianco. Dopo la malattia, purtroppo, è mancato in larga parte il rispetto nei suoi confronti. Ma il solco è ormai tracciato. Senza il lago e le sue valli, la Lega perde larga parte della sua forza oggi come allora».

Appuntamento a domenica per la festa

Dalla Lega delle origini è cambiato (quasi) tutto. Ma anche i volti “giovani” ormai la tessera l’hanno in tasca da tantissimi anni. Nicola Molteni (oggi sottosegretario all’Interno) fu segretario provinciale ormai ventuno anni fa e Alessandra Locatelli (ministro per le Disabilità) è militante da trentuno, dal 1993, dagli anni delle superiori e, dice oggi, «la Lega Lombarda è sempre stata per me un riferimento». La Lega nazionale (che ormai da tempo ha perso il “Nord”) festeggerà domenica in piazza a Varese. Ci sarà Matteo Salvini. E Bossi? Chissà.

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