Insulti tra ragazzi negli spogliatoi. L’arbitro sospende la partita degli Allievi

Centro Valle Intelvi Lariointelvi-Grandate è finita in anticipo di 15 minuti. Il ds Testoni: «Frase razzista a un nostro giocatore». Pozzi: «Falso. Basta con il vittimismo»

Insulti negli spogliatoi, sospesa la partita di calcio under 17 giocata a Castiglione tra Lariointelvi e Asd Grandate.

Il movimentato episodio di sabato 17 febbraio è successo a un quarto d’ora dal termine dell’incontro delle provinciali (categoria Allievi) teso dentro e fuori dal campo. Un calciatore del Grandate – 16 anni, di origine africana – ha riferito al direttore sportivo della sua squadra di essere stato offeso da un giocatore della formazione avversaria con insulti razzisti ”Negro di m...”. Circostanza che alla Lariointelvi hanno negato.

«Nessuno di noi ha sentito la frase incriminata, perché l’episodio è avvenuto a partita in corso ed eravamo a 70 metri da dove è successo – spiega Jacopo Testoni, direttore sportivo del Grandate – Il ragazzo era stato sostituito mandato a fare la doccia, così come alcuni ragazzi dell’altra squadra ed evidentemente lì è accaduto qualcosa. Non ho sentito l’offesa, ma di fronte a un ragazzo di 16 anni che quasi in lacrime mi dice di essere stato apostrofato con la frase “Negro di m...”, non ho motivo di non credergli. La partita era abbastanza accesa e i nostri ragazzi non sono dei santi. La squadra avversaria ha negato l’episodio, l’arbitro non ha sentito la frase, ma non vedo il motivo per cui non credere al ragazzo quando per tre volte mi ha ripetuto di aver ricevuto un’offesa di stampo razzista».

Diversa la ricostruzione dei dirigenti della squadra di casa. «Non è vero – sostiene Mario Pozzi, presidente onorario della Lariointelvi e sindaco di Centro Valle Intelvi - Questo ragazzo nel corso della partita ha fatto falli, insultato, tanto che è stato sostituito per non essere espulso. Quando è uscito dal campo e noi eravamo sopra nella tribuna, ci ha lanciato uno sguardo di minaccia. Con noi c’era anche l’osservatore degli arbitri che ha notato questo atteggiamento. Mentre stava entrando negli spogliatoi, dove c’erano anche nostri giocatori sostituiti, ha minacciato i ragazzi della Lariointelvi e nessuno gli ha rivolto un insulto razzista, a meno che gli sia stato detto quando io scendevo le scale. Devono iniziare a imparare l’educazione e smetterla di fare vittimismo».

Partita sospesa sul risultato di 3 a 2 a favore della Lariointelvi e non più ripresa. «Quando dal campo abbiamo visto che negli spogliatoi si stava creando un po’ di baruffa, siamo intervenuti – racconta Testoni – È emerso quanto era successo e che la situazione era degenerata. Ho fatto presente all’arbitro che, a fronte di un episodio di stampo razzista, avrebbe dovuto sospendere la partita, così come fanno in serie A per combattere il razzismo. Già prima dagli spalti era stata lanciata in campo una scarpa da un genitore o sostenitore della Lariointelvi. Abbiamo detto che eravamo disposti a ritirare la squadra perché non c’erano più le condizioni per giocare. Non dico che la società Lariointelvi sia razzista e magari anche il ragazzo che ha pronunciato l’offesa non ha pesato il valore delle parole, ma è una frase che non può essere lasciata passare».

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