La frana spaventa, i soldi per la messa in sicurezza non ci sono

Laglio Non soltanto la zona del Caraello colpita due volte in un anno: preoccupa la valle della Selvetta. In corso lavori per liberare l’area dai massi, ma il Consorzio Forestale dice: «Aspettiamo i finanziamenti»

«La situazione è complicata e grave, c’è pericolo che altro materiale arrivi a valle in caso di avverse condizioni meteo. Non c’è tempo da perdere». A distanza di tre settimane dalla seconda frana che ha colpito Laglio, l’allarme è tutt’altro che rientrato. A mettere nero su bianco il reale pericolo che incombe sul paese è il consigliere comunale Mario Gigliotti, ma la percezione del rischio che si sta correndo è diffusa. Del resto, basta fare un giro nella parte alta del paese e avvicinarsi alle valli, per rendersi conto di quanto materiale potrebbe ancora cadere nel caso di altre precipitazioni eccezionali.

Se le immagini della zona del Caraello colpita in undici mesi da due frane hanno fatto il giro d’Italia - e non solo - a non far dormire sonni tranquilli ad alcuni residenti è anche la valle della Selvetta, in località Ticee.

Qui, tantissimi sassi si sono riversati nell’alveo, danneggiando la proprietà di un cittadino e minacciando le case che si trovano appena sotto. Sul posto, proprio in questi giorni, stanno lavorando a ritmo serrato gli uomini del Consorzio Forestale Lario Intelvese per liberare l’area dai massi e scongiurare quindi il rischio che possano scivolare a valle in caso di forti piogge, ma a spaventare è anche quello che c’è ancora più su.

«In corso ci sono più opere che dobbiamo eseguire per questo importante intervento sulla valle della Selvetta, verso la sistemazione definitiva - spiega Corrado Zucchi, direttore del Consorzio Forestale Lario Intelvese, che l’amministrazione comunale ha voluto ringraziare - stiamo operando per il Comune con la rimozione del materiale franato che usiamo in loco per fare gabbioni che servono a ricostruire gli argini. Per le lavorazioni più a monte, dove c’è la zona in dissesto, si aspettano i finanziamenti di somma urgenza per intervenire. Seguiranno altri interventi, alcuni già programmati e in fase di affidamento, altri in fase di approvazione. Si cerca di correre il più possibile, sta diventando un problema ogni volta che ci sono temporali».

Una vera e propria lotta contro il tempo, quindi, nella speranza che non si ripetano più acquazzoni come quello di tre settimane fa anche se, purtroppo, non si tratta più di fenomeni sporadici, ma ormai frequenti. E proprio questo spaventa ancora di più cittadini e amministratori.

Le “gabbie”

Come noto, molte criticità interessano anche la parte del Caraello: qui è stata spostata una porzione del materiale che era arrivato a valle e liberato il tombotto, in modo da lasciare libero il passaggio all’acqua. Parte dei sassi sarà utilizzata per realizzare le gabbionate, gradoni che tratterranno il materiale più grossolano in caso di future emergenze, ma sarà necessario anche consolidare l’argine sopra il quale sorgono alcune abitazioni, per evitare che l’acqua possa erodere ulteriormente e creare dei cedimenti. Tanti, dunque, gli interventi richiesti e da realizzare il prima possibile, per la definitiva messa in sicurezza del paese.

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