Lido di Cadenabbia, chiusura e proteste: «Anche dopo l’apertura sarà per pochi»

Griante L’opposizione e l’impianto affidato al Britannia: «È una struttura pubblica, non privata». Il sindaco Ortelli non ci sta: «Non era molto frequentato dai residenti. Gli impegni sono rispettati»

In un post al vetriolo, dal titolo quantomai esplicativo “I nuovi feudi del lusso”, il capogruppo d’opposizione Norberto Fasoli ha parlato apertamente di «grande tristezza nel vedere il Lido comunale di Cadenabbia, a stagione inoltrata, ancora chiuso». Aggiungendo che «l’amarezza è anche sapere che una volta riaperto il Lido sarà per pochi. Stiamo comunque parlando di una struttura comunale, pur affidata in gestione a un privato».

Prima di tutto

Il post, comparso domenica sul profilo social dell’opposizione “Griante prima di tutto” a tarda ora ha totalizzato 2.500 visualizzazioni in poche ore. Questo offre l’esatta dimensione di quanto il tema sia di stretta attualità su questa fascia di territorio (e non solo). Per dare una spiegazione al lucchetto che cinge l’ingresso di quella che è stata per decenni la discoteca cult del lago con annessa piscina sempre ben frequentata di giorno bisogna fare un passo indietro ed andare con orologio e calendario indietro di sei mesi, al momento in cui il Comune ha assegnato alla società “Hotel Britannia srl” - la stessa cui farà capo, poco distante, l’hotel a cinque stelle in fase avanzata di ristrutturazione - la gestione del Lido di Cadenabbia.

Un’assegnazione per 15 anni per un canone di 161mila euro annui (più Iva), il che significa 2 milioni 415 mila euro (più Iva) nell’arco dei quindici anni. Cifra cui si aggiunge un rialzo del 10% sull’importo dei lavori, pari a 660 mila euro. Numeri di tutto rispetto dunque, che però non possono prescindere dal fatto che quest’estate il Lido di Cadenabbia non aprirà.

Premesso che il pagamento del canone è in linea con quanto sottoscritto, il sindaco Pietro Ortelli conferma di aver avuto «un contatto con la proprietà. Nel contratto non esistono vincoli o obblighi per l’apertura. Di conseguenza non possiamo far altro, a fronte di un canone regolarmente versato, che prendere atto di quanto deciso dalla proprietà - fa notare il primo cittadino - Rimarco però che si è rivolto al Lido di Cadenabbia lo scorso anno e così nella precedente gestione un numero davvero esiguo di residenti. Vigileremo sui lavori e chiederemo sicuramente di tenere conto nella gestione delle istanze del paese. Pongo però l’accento sul canone versato e sui tanti progetti in essere a Griante. L’interlocuzione con la nuova proprietà dell’Hotel Britannia sta portando a risultati più che apprezzabili».

Il passato

«Le polemiche servono davvero a poco, soprattutto di fronte a una struttura - lo ribadisco - cui i nostri residenti si rivolgevano in misura davvero ridotta, non solo lo scorso anno».

Nel contempo il dibattito sul Lido di Cadenabbia (lato piscina e ristorante) ha inevitabilmente chiamato in causa anche l’illustre passato del Lido di Cadenabbia, quando questa storica discoteca il venerdì e sabato richiamava avventori da ogni dove, inclusi attori, calciatori e bel mondo comasco e milanese.

«Non c’è più una discoteca per i giovani. Il Lido è stato chiuso nonostante la petizione firmata da centinaia di persone», si legge in uno dei commenti.

© RIPRODUZIONE RISERVATA