Ripopolare il Lario di lavarelli non basta. I pescatori: «Dovete ridurre i cormorani»

Il caso Guglielmetti, presidente Fipsas: «Allo studio prototipi di gabbiette per tutelare i pesci». Il professionista Fantoni: «Ci sono anche altre specie che banchettano. E noi siamo impotenti»

«La politica non può continuare a far finta di nulla. I cormorani si sono impadroniti di interi tratti di lago, demolendo e contaminando ampi tratti di habitat alla ricerca spasmodica dei 400 grammi di pesce di cui ciascun esemplare necessita ogni giorno. Ai candidati alle prossime Europee dico, occupatevi anche di questa emergenza».

Nel giorno del via libera alla pesca del lavarello (pesca che oggi riprende sia per i professionisti che per i dilettanti), il presidente dell’Aps Como Fipsas Luigi Guglielmetti torna a fare la voce grossa sulla presenza sempre più invasiva di questo predatore acquatico che ormai ha eletto gran parte del bacino del Lario a territorio di caccia, tornando a mettere in serio pericolo persino la seconda vita delle alborelle, predate in quantità industriali.

«Difficile comprendere la scelta di Regione Lombardia di autorizzare con l’avallo di Ispra l’abbattimento di soli 346 cormorani. Le regole d’ingaggio contenute nel provvedimento hanno fatto sì che di abbattimenti non ne siano avvenuti. A questo punto, se non si può sparare ai cormorani che almeno si intervenga sulle uova - le parole di Gugliemetti (5600 i tesserati di riferimento di questo storico sodalizio) - Prelevando una percentuale di uova ogni anno, si andrebbe a ridurre il numero di esemplari. Così non si può andare avanti. Stiamo consegnando il nostro lago ai cormorani, con intere aree ricoperte di guano, alle soglie della stagione turistica e con i pericoli sanitari dati dal parassita che colpisce gli uccelli ittiofagi e che poi si trasmette ai pesci».

Protezione

L’Aps Como Fipsas sta così varando in proprio un sistema di protezione per i pesci sotto l’assedio costante dei cormorani - citiamo a titolo esemplificativo le alborelle, che a fatica stanno tornando a popolare il Lario -, che nello specifico si compone di gabbiette realizzate con materiale certificato e compatibile con il lago dentro le quali questi pesci - all’interno dei porticcioli, nelle darsene o sulle rive - potranno trovare riparo.

Siamo ancora nel campo del prototipo e l’Aps Como Fipsas si è così rivolta alla patria lariana delle gabbiette (o “ferìt”), vale a dire Lezzeno.

Quella contro i cormorani è una battaglia che unisce pescatori dilettanti e pescatori professionisti.

«Assistiamo impotenti a tonnellate di pesce che vengono predate dai cormorani e non solo, considerato che anche gli smerghi sono degli ottimi predatori. Cito l’esempio della darsena di Loppia (Bellagio), ricoperta dal legname trascinato sin lì da vento e correnti, diventata un riparo sicuro per una quantità importante di alborelle» fa notare Igor Fantoni, pescatore professionista di Bellagio.

Contromisure

«Man mano che la protezione del legname è venuta meno, cormorani e smerghi hanno banchettato con un’importante quantità di queste alborelle. Urgono contromisure. Senza contare lo scenario desolante che il guano dei cormorani genera. La pesca professionale è il primo anello della filiera. Anche o forse soprattutto per questo - conclude Fantoni - va tutelata al meglio».

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