Variante, gli intoppi e i ritardi: «Colpa di arsenico e idrocarburi»

Il punto Il Consorzio Sls spiega i motivi per cui i cantieri hanno dovuto per forza rallentare. A Griante stop agli scavi solo sul tunnel principale, in attesa di trovare il sito di smaltimento

Idrocarburi (a Colonno) e arsenico (a Griante). Ecco spiegato il motivo dei lavori della variante della Tremezzina dimezzati, con i cantieri in corrispondenza dei due portali che procedono non con la “potenza di fuoco” annunciata e sperata, come documentato dal nostro giornale negli ultimi giorni.

È stato il Consorzio Stabile Sis, l’associazione temporanea di imprese (Ati) italo-spagnola che si è aggiudicata l’appalto da 412 milioni di euro per la variante destinata a collegare Colonno con Griante, a perimetrare il perché delle attuali dinamiche di cantiere: «Il problema non è affatto legato alla mancanza di maestranze, anche se il tema - come evidenziato dentro le tante opere attivate dal Pnrr - è quantomai attuale».

Problemi diversi

Lo ha fatto a margine della messa celebrata ieri dentro la galleria “Comacina” a Colonno. Nel dettaglio, il Consorzio Stabile Sis ha rimarcato due aspetti di rilievo: il primo (che rappresenta un’importante novità) legato al portale nord di Griante e il secondo inerente il portale sud di Colonno, dove - lo ricordiamo - i lavori di scavo si erano fermati tre mesi ad inizio anno per la presenza di idrocarburi, rilevata dentro la galleria di svincolo (detta anche “salto di montone”).

A Griante, Anas venerdì ha formalizzato lo stop parziale del cantiere dopo aver certificato la presenza di arsenico durante i lavori di scavo della galleria di servizio.

Ciò significa che lo scavo è stato interrotto in attesa che Anas trovi un sito idoneo dove trasportare il materiale. Analogo scenario riguarda il parco dell’ex Villa Maresi, dove troverà posto l’imbocco della galleria principale. Anche qui di fronte alla presenza di arsenico - peraltro già annunciata mesi or sono da Anas durante i lavori del Tavolo di coordinamento sulla variante - ad oggi non c’è una data per lo scavo della galleria principale. Ieri ha invece ha trovato conferma il fatto che a breve entrerà nel vivo l’altro scavo a Griante, quello della galleria di svincolo (l’altro “salto di montone”).

Punti di domanda

La presenza di idrocarburi da una parte e di arsenico dall’altra sono due incognite non di poco conto: ad esempio a tutt’oggi impongono al materiale di scavo (lo “smarino”) in uscita dalla galleria principale Comacina e dalla galleria di servizio a Colonno di percorrere i 117 chilometri che portano a Tirano, anziché la via ben più corta che porterebbe verso le cave a sud di Como indicate dal piano di conferimento.

Il portale di Colonno - altro passaggio importante sempre dentro le dinamiche di cantiere - non può a tutt’oggi fare peraltro riferimento alla nuova area di conferimento a Castiglione d’Intelvi (di fronte al distributore di benzina) dopo lo stop d’imperio al conferimento all’ex cava Citrini, oggetto anche di una lunga battaglia con un Comitato civico.

Dunque, per sintetizzare l’attuale situazione: i 4 metri al secondo di scavo a Colonno hanno una spiegazione pratica, con il Consorzio Stabile Sis che si è detto pronto ad accelerare «con uomini e mezzi», nel momento in cui saranno risolte tutte le criticità oggi presenti in corrispondenza dei due portali.

Fermo restando che ad oggi il contratto prevede l’ultimazione dei lavori per il 10 aprile 2028.

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