Fallimento della Mozzate Patrimonio, condanna di quattro anni per l’ex sindaco Bettoni

Il processo Condanna anche per l’amministratore della società Massimo Morandi: cinque anni. Primo grado di giudizio, molto probabile il ricorso in Appello. Motivazione tra novanta giorni

Quattro anni di pena all’ex sindaco Luca Denis Bettoni, 61 anni, cinque anni a Massimo Morandi, 50 anni, amministratore della società.

Sono le decisioni – pesanti – prese ai giudici del Tribunale di Como in composizione collegiale (presidente Maria Elisabetta De Benedetto, a latere Francesca Banfi e Daniela Failoni) nel fascicolo penale nato dal crac di Mozzate Patrimonio, la partecipata del comune dichiarata fallita con sentenza del 17 febbraio 2014.

Secondo la tesi accusatoria, portata avanti in questi anni dalla procura lariana, i due – in concorso con un terzo indagato nel frattempo deceduto – avrebbero «cooperato nel cagionare e aggravare il dissesto» della srl mediante più condotte che hanno poi portato alla condanna.

La sentenza

Si tratta, occorre dire subito in premessa, solo del primo grado di giudizio e, soprattutto, ancora non si conoscono le motivazioni che hanno convinto i giudici in merito alla colpevolezza degli indagati nella bancarotta che era stata messa nero su bianco dalla pubblica accusa. Le motivazioni saranno note tra 90 giorni e solo allora il quadro potrà essere più chiaro in una vicenda comunque assai complessa che ha reso necessarie anche più udienze e un lungo iter processuale.

La procura, nella propria requisitoria, aveva invocato pene solo di poco più basse, quantificate in quattro anni per l’ex sindaco e in quattro anni e mezzo per l’amministratore. Il Collegio ha invece alzato la pena (almeno per quanto riguarda Morandi) di sei mesi. In aula, come parte civile, era costituito anche il Comune di Mozzate rappresentato dall’avvocato del foro di Vicenza Marco Antonio Dal Ben.

I giudici hanno riconosciuto per ora una provvisionale in favore del Municipio quantificata in 150 mila euro, contro i 300 mila che erano stati richiesti. La definizione comunque avverrà in sede civile in una futura causa.

«Noi ci siamo allineati nelle richieste alle posizioni della pubblica accusa – ha confermato al riguardo l’avvocato Dal Ben – Per questo motivo non possiamo che essere soddisfatti per quelle che sono state le decisioni del Tribunale». I fatti che erano stati contestati risalivano almeno ad un decennio precedente al 2014 e, come detto, erano partiti dal crac della società partecipata dal Comune che era stata dichiarata fallita dal Tribunale di Como a causa dei debiti spaventosi che aveva accumulato nel corso degli esercizi.

La vicenda legale

Sulla Mozzate Patrimonio era già stato portato avanti un altro fascicolo, non per il fallimento ma per contestazioni di abuso d’ufficio (da cui l’ex sindaco era stato assolto) e falso in bilancio. Quest’ultima sentenza è invece strettamente legata solo alla vicenda della bancarotta.

È scontato, fin da ora, il ricorso in Appello contro la sentenza. Ai due imputati erano contestate condotte di «dissipazione del patrimonio» ma anche di false comunicazioni sociali. L’ammontare dei debiti alla data del fallimento era stato quantificato dalla procura di Como in 45 milioni di euro.

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