Ha il biglietto, ma lo multano: «Trattato come un mascalzone»

Olgiate Comasco La disavventura di un pensionato sul bus da Monte Olimpino a Como. Gli hanno contestato di avere staccato il ticket dal carnet, contravvenendo al regolamento

Un pensionato è stato multato per avere staccato il biglietto del bus dal blocchetto: eppure il titolo per viaggiare lo aveva regolarmente pagato, anzi la moglie ne aveva acquistato un carnet intero. Un’azione compiuta in assoluta buona fede da Dino Semeraro – 65 anni, residente a Olgiate Comasco – senza sapere però di aver contravvenuto a una regola riportata sullo stesso blocchetto: “Il carnet è valido solo se integro”.

«Ho lasciato l’auto a Monte Olimpino da mia cognata e, dovendo andare in via Milano a Como a pagare l’assicurazione, per risparmiare tempo ho pensato di prendere il bus ed evitare la seccatura di cercare posteggio - racconta Semeraro - Mia moglie mi ha dato due biglietti dal suo carnet, uno per l’andata e uno per il ritorno. Fino a poco tempo fa si poteva staccare il singolo biglietto dal blocchetto invece adesso non si può più. Ignoravo questa regola perché utilizzo poco il trasporto pubblico e altrettanto mia moglie. Oltretutto risulta anche più agevole separare il singolo biglietto dalla matrice per obliterarlo con più facilità».

«Non lo sapevo»

Comodità e ingenuità che ha pagato. «Ho preso la linea 1 diretta a Como centro, sul bus ho convalidato il biglietto – prosegue il pensionato – A Monte Olimpino è salito il controllore che, verificato il biglietto, non ha obiettato irregolarità. Siccome all’agenzia di assicurazioni sono stati molto rapidi, ho fatto in tempo a prendere il bus per fare ritorno a Monte Olimpino entro i 75 minuti di validità del biglietto. All’andata l’avevo timbrato alle 15.33, al ritorno alle 16.10, perfettamente regolare. Sennonché sono saliti due controllori. Uno era lo stesso dell’andata e anche stavolta non ha mosso rilievi, la collega invece mi ha contestato che il biglietto non fosse idoneo perché era stato staccato dal carnet. Ho fatto presente che all’andata il suo collega l’aveva ritenuto valido, ma lui ha negato sostenendo di non ricordarsi di avere visto il mio biglietto un quarto d’ora prima. Capisco che vedano tanta gente e magari davvero non si ricordasse, fatto sta che la collega mi ha contravvenzionato».

«Ho pagato subito 15 euro»

Irritato dai modi utilizzati nei suoi confronti, è sceso dal bus e sulle prime era quasi tentato di non pagare la multa. «Mi sembrava assurda una sanzione di 15 euro benché avessi pagato regolarmente la corsa e avessi con me un secondo biglietto, che ho mostrato, per il viaggio di ritorno – aggiunge Semeraro – A un certo punto mi sono sentito dire che avrebbero chiamato la polizia. Mi ha fatto male l’arroganza usata nei miei confronti. Mi sono sentito trattare come un mascalzone che volesse fare il furbo; sono una persona seria che rispetta le regole. La mia “colpa” è stata quella di non sapere di questa novità. Adesso per usufruire del biglietto staccato che mi è rimasto devo girare con la multa».

Alla fine ha pagato la sanzione per evitare che salisse a 25 euro se fosse stata versata entro cinque giorni, a 60 euro tra il quinto e il sessantesimo giorno e oltre questo termine 155 euro.

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