Tassa rifiuti, a Olgiate alzata del 10% alle famiglie. La protesta:
«È diventata una tassa per ricchi»

Olgiate L’aumento annunciato in Consiglio comunale sarà del 6,5% per le attività commerciali. Igor Castelli: «Non vale più la regola che differenziare i rifiuti permette di pagare meno tasse»

Tariffa rifiuti in aumento per famiglie e attività. L’incremento si attesta su una media del 10% per le utenze domestiche e del 6,5% per le non domestiche. Il consigliere di minoranza Igor Castelli: «Tra un po’ sarà da ricchi anche pagare la Tari. Nonostante gli sforzi fatti dai cittadini per separare i rifiuti, ogni anno continuiamo a pagare di più in applicazione di norme e criteri di calcolo stabiliti da enti superiori al Comune. Finché le percentuali di aumento sono del 2 o 3% potrebbero essere abbastanza accettabili, ma quando iniziano rincari a due cifre diventano pesanti. I cittadini cominciano a mettere in discussione il principio che più si separa e meno si paga su cui in questi anni si è insistito. A livello regionale e nazionale bisognerà cominciare a fare un ragionamento diverso, perché è improponibile continuare a caricare sugli utenti gli aumenti».

La replica

Considerazioni in buona parte condivise dall’assessore alla transizione ecologica Renato Spina, che ha però tenuto a precisare l’importanza di differenziare i rifiuti e le ragioni dell’aumento non riconducibile: «A una incapacità del Comune di Olgiate a ottemperare alle azioni tese al recupero, ma all’adeguamento Istat superiore al 9% e all’azzeramento dei ricavi dalla vendita della carta dovuti a una fluttuazione di mercato, passati da 90 euro a tonnellata a zero, anche se noi siamo riusciti ancora a spuntare 12-13 euro a tonnellata. C’è poi da tenere conto del fatto che si fa un quadro economico finanziario quadriennale nel corso del quale, per effetto delle indicazioni di Arera che danno la possibilità alle utenze produttive di uscire e rientrare nel sistema pubblico, diverse utenze non domestiche anche importanti sono fuoriuscite. Poiché il costo della Tari è fisso una volta fatto l’appalto, la quota parte di capitale che viene a mancare va ridistribuita su quelli che rimangono».

Spina ha aggiunto: «Sono tutti indicatori che incidono sulla Tari, comprese alcune migliorie del servizio, quali il passaggio da quindicinale a settimanale del ritiro a domicilio della carta e il potenziamento della pulizia delle strade che complessivamente cubano oltre un centinaio di euro l’anno».

La spesa totale

Per l’anno 2023 la spesa del servizio di gestione dei rifiuti ammonta a un milione e 418mila euro. Confermato il principio di caricare di più gli oneri sulle utenze domestiche rispetto alle attività (36%), in considerazione del fatto che le utenze domestiche sono di più delle non domestiche e che: «Avranno una produzione maggiore di rifiuto – ha specificato Spina - inteso complessivamente come tipologia (dall’umido al vetro, alla plastica) mentre le utenze non domestiche, escluse quelle che somministrano alimenti, inferiore».

Per una famiglia di quattro componenti che risiede in un’abitazione di 100 metri quadrati lo scostamento sarà del 10,46%; per un nucleo di sei l’oscillazione sarà dell’11,9%. Se prima tre persone in 80 metri quadrati pagavano 150 euro, ora verseranno 15 euro in più pari a una maggiorazione del 10%.

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