Donizetti Opera
Torna in città il Festival internazionale dedicato al celebre compositore bergamasco, dal 13 al 29 novembre. L’edizione 2026 chiederà allo spettatore d’impugnare la lente d’ingrandimento e di concentrarsi sul triennio 1826-28.
La carriera di Donizetti uomo di teatro ha coperto due decenni e mezzo, e puntualmente i festival a lui dedicati hanno proposto titoli che rispecchiavano questo ventaglio cronologico: ampi panorami del primo Ottocento, che spaziavano dagli anni Venti ai Trenta e al principio dei Quaranta. Il Donizetti Opera 2026 chiede, invece, allo spettatore d’impugnare la lente d’ingrandimento e di concentrarsi sul triennio 1826-28: quello in cui videro la luce Alahor in Granata il 7 gennaio 1826 al Teatro Carolino di Palermo; la prima versione di Le convenienze ed inconvenienze teatrali (Napoli, Teatro Nuovo 1827) che è la base di quella milanese del 1831 qui presentata; L’esule di Roma, andato in scena il 1° gennaio 1828 al Teatro di San Carlo di Napoli.
Donizetti OperaDal 2015 al 2025, il Donizetti Opera ha attraversato undici edizioni, mettendo al centro Gaetano Donizetti e la sua musica, con coraggio, visione, riscoperte, studio, ricerca, coinvolgimento del pubblico, superamento dei confini tradizionali e riconoscimenti della critica nazionale e internazionale.
Fin dall’inizio il Festival ha oltrepassato le pareti del teatro per entrare nella città, spostandosi anche al Teatro Sociale durante il restauro del Donizetti, e già dal 2015 occupando piazze, palazzi storici, scuole, chiese, club notturni, centri sociali, negozi, l’aeroporto, raggiungendo anche le persone del carcere, degli ospedali e delle RSA. Sempre con l’intento di raccontare quanto la musica di Gaetano possa attraversare i confini.
