Mercoledì 02 Maggio 2012

Il grande cuore dei lettori
In 15mila donano all'Abruzzo

«A noi serve sentire che l'Italia ci è vicina: questo è ciò che conta.
Sapere che così tante persone hanno pensato a noi quando hanno devoluto il 5 per mille ci dà speranza».

Giustino Parisse, a capo della redazione aquilana del quotidiano «Il Centro», di fronte ai 15.559 lettori de «La Provincia» che hanno firmato per devolvere parte della dichiarazione dei redditi al «Salvadanaio per l'Abruzzo», non lo nasconde: «Sono stupito di fronte a questo dato: positivamente stupito».

Un po' meno di Greenpeace, un po' di più della Fondazione Milan: stando all'elenco degli enti ammessi al beneficio del 5 per mille pubblicato sul sito dell'Agenzia delle Entrate, l'iniziativa pensata dal nostro quotidiano per aiutare la popolazione dell'Abruzzo colpita dal terremoto dell'aprile 2009 ha raccolto una cifra complessiva pari a 446.931 euro e 45 centesimi. Soldi che vanno ad aggiungersi ai quasi 180mila euro che la generosità dei lettori delle province di Como, Lecco, Sondrio e Varese ha permesso di devolvere per un progetto di ricostruzione a Poggio Picenze, una ventina di chilometri da L'Aquila.

«Facendo due conti - commenta Riccardo Bagnato, giornalista del settimanale «Vita» che ha dato ampio risalto, in un articolo sull'ultimo numero in edicola, ai fondi raccolti per l'Abruzzo con il 5 per mille - mi sembra di poter dire che oltre un terzo delle donazioni riferite alla dichiarazione del 2009 a favore delle popolazioni terremotate arrivi proprio dal «Salvadanaio per l'Abruzzo». In totale, per L'Aquila sono stati raccolti poco più di un milione di euro, attraverso il 5 per mille». Un dato che ha stupito anche il «Quotidiano d'Abruzzo», che non ha mancato di sottolineare la curiosa circostanza per cui fosse nel Nord Lombardia «il record» della solidarietà per il post terremoto.

Una generosità, quella dei lettori de «La Provincia», che a quasi due anni dal sisma non andrà certo perduta.Anzi: servirà ad aiutare un territorio ben lontano da ritrovare la normalità.

Lo spiega chiaramente proprio Giustino Parisse, il cronista de «Il Centro» che nel terremoto ha perso due figli, uccisi dal crollo della loro casa a Onna: «L'Aquila è una città ancora chiusa. E lo stesso vale per molte frazioni, come Onna, Paganica, San Gregorio. A ciò si aggiunge una situazione di totale incertezza, con le dimissioni del sindaco in polemica con il Commissario per la ricostruzione». Il centro del capoluogo è tuttora chiuso.

L'università ha perso 5mila studenti, oltre un quinto del totale. Ben 20mila persone vivono ancora nelle case prefabbricate realizzate nei mesi successivi al terremoto. E ancora: «Abbiamo una realtà economica in completo disfacimento, con un incremento del 2400% della cassa integrazione in deroga. Anche la situazione sociale è complessa. In questo contesto una notizia come quella della solidarietà dei vostri lettori mi stupisce positivamente: questo è un grande Paese».

(pubblicato il 20/3/2011)

p.moretti

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