Martedì 03 Maggio 2011

Lungolago, una cordata si ritira
Via libera al progetto Zambrotta

COMO - «Le richieste del Comune ci sembrano esagerate, i costi sarebbero eccessivi rispetto ai benefici e noi non intendiamo sprecare soldi». A meno di 24 ore dalla scadenza del termine per presentare una proposta finalizzata alla riapertura del lungolago da metà giugno a ottobre (nel tratto tra i giardini e piazza Cavour), la cordata delle associazioni di categoria annuncia che non depositerà a Palazzo Cernezzi il progetto messo a punto nelle scorse settimane. La decisione era nell'aria, dopo le polemiche sulle condizioni fissate dall'amministrazione nell'avviso pubblico diffuso pochi giorni fa. A questo punto - salvo colpi di scena dell'ultimo secondo - dovrebbe arrivare in Comune in tempo utile (non oltre mezzogiorno di oggi, martedì 3 maggio) un solo progetto: quello del calciatore comasco Gianluca Zambrotta con la sua società Young Boys. La prima cordata (15 realtà del territorio, tra categorie e privati coordinati da Amici di Como), spiega tuttavia che i 120mila euro stanziati per la passeggiata restano sul piatto: «Il tavolo che si è costituito non si scioglie, abbiamo deciso di utilizzare il budget per finanziare un altro progetto a favore della città. A meno che la proposta di Zambrotta risulti inammissibile e il Comune decida di modificare il bando: in quel caso proveremmo a riproporre il nostro piano per il lungolago». A spiegare nel dettaglio la scelta maturata durante il vertice di lunedì pomeriggio sono stati il presidente di Amici di Como, Silvio Santambrogio, e l'architetto Giuseppe Cosenza, ideatore dell'iniziativa: "Il Comune aveva valutato positivamente e accolto la nostra proposta, con un atto di giunta del 18 aprile scorso - ha ricordato Cosenza - tanto che abbiamo effettuato insieme un sopralluogo per analizzare il problema dello spostamento delle palancole che occupano parte della passeggiata. Poi è arrivato un secondo progetto (di Zambrotta, ndr) e il Comune ha pubblicato un avviso, ma le richieste introdotte hanno un impatto in termini di costi che noi riteniamo insostenibile".

m.schiani

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