Domenica 18 Settembre 2011

Tanta terra da smaltire a Dongo
Il conto è per l'Isotta Fraschini

DONGO L'Isotta Fraschini, l'unica società donghese del gruppo Casti ancora viva, dovrà proseguire nell'attività di smaltimento delle terre di fonderia accumulate negli anni tra i capannoni dello stabilimento.
Così ha deciso il Tribunale amministrativo regionale della Lombardia respingendo il ricorso della stessa società contro il Comune di Dongo, che nel giugno 2010, con un'ordinanza del sindaco, aveva imposto alla proprietà di ottemperare senza indugio alla rimozione e allo smaltimento dei rifiuti.

Avevano sollevato il problema delle montagne di terre di fonderia, con un esposto, i privati confinanti, che lamentano disagi non indifferenti ogni volta che si leva un po' di vento. Nel marzo 2009 l'Arpa (Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente) aveva rilevato la presenza dei depositi all'interno dello stabilimento, senza peraltro ravvisarne la pericolosità dal punto di vista ambientale. La società dell'alluminio non si ritiene responsabile dell'inquinamento dell'area perché le terre di fonderia sono attribuibili all'attività di Afl, la società della ghisa nel frattempo fallita.

«Da questa consapevolezza è conseguita la redazione di un cronoprogramma con la supervisione dell'ente Provincia, che individuava un percorso da seguire per smaltire i rifiuti allocati nel terreno preso in affitto dalla ricorrente - si legge nel ricorso di Isotta Fraschini - . La richiesta del Comune di Dongo di monitorare ed eliminare i rifiuti prodotti da terzi a carico della ricorrente, di conseguenza, è in contrasto con il predetto cronoprogramma». Secondo l'azienda, insomma, ad occuparsi dello smaltimento dei rifiuti dovrebbe essere la curatela fallimentare di Afl.

Al di là del fatto che, nonostante la suddivisione del patrimonio immobiliare e dell'attività produttiva di Dongo fra più società, tutto è sempre stato comunque riferibile al gruppo Casti, i giudici hanno smontato la richiesta avanzata da Isotta Fraschini con una semplice considerazione: «La società ricorrente ha stipulato contratti di affitto di ramo d'azienda con il Fallimento Afl, assumendo espressamente l'impegno di completare le operazioni di smaltimento dei rifiuti e di bonifica dell'area - è scritto nella sentenza - . L'intervento del sindaco appare corretto, anche sulla base della relazione predisposta dall'Arpa».

Da parte sua il sindaco, Mauro Robba, butta acqua sul fuoco: «Premesso che si tratta di rifiuti speciali non pericolosi, io mi sono limitato ad emettere un'ordinanza a mesi di distanza dal verbale redatto dall'Arpa, imponendo ad Isotta Fraschini il rispetto di un programma già stilato con la supervisione dell'ente Provincia. La tutela dell'ambiente e dei cittadini rientra tra i doveri di un'amministrazione comunale, anche se ribadisco che, da pare nostra, c'è anche la massima disponibilità a favorire il mantenimento dell'occupazione all'interno della ferriera».
                                                                                  Gianpiero Riva

m.delsordo

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