A tu per tu con un lupo in riva al fiume
Il lupo fotografato da Gilardi mentre guadava il fiume

A tu per tu con un lupo in riva al fiume

L’avvistamento Stefano Gilardi, appassionato di fotografia racconta il suo incontro vicino alla foce del Mera «Stavo scattando fotografie ai cigni, a un certo punto l’ho visto arrivare e guadare il fiume, a pochi metri da me»

Un evento eccezionale quello cui ha potuto assistere Stefano Gilardi, 56 anni, sposato a Rogolo, ma originario di Novara. Dipendente della Carcano di Delebio, ma con la passione per la fotografia, Gilardi il 26 febbraio aveva raggiunto Novate Mezzola per una “battuta” di fotografia. «Sono appassionato di cigni, mi piace fotografarli in tutte le pose, li trovo bellissimi – afferma – e, così, mi sono portato in una zona che so essere molto frequentate da questi uccelli, nei pressi della foce del Mera. Ci vado spesso, ho fatto diversi scatti, lì, che, poi, “posto” sulla mia pagina Facebook. Ebbene, quella domenica, ero lì intorno alle 11.30 e mi sono posizionato nel canneto, dietro una pianta e controvento, così da non farmi sentire dai cigni». Gilardi aveva predisposto la macchina fotografica per scattare sequenze ai “suoi” cigni, quando, invece, si è trovato a riprendere un lupo. «Puntavo la macchina verso una piccola spiaggetta di sabbia dove planano quasi sempre i cigni, quando, all’improvviso, sbuca dalla vegetazione un animale tipo cane – assicura -. Sulle prime non ho dato molto peso ma poi ho cominciato a impensierirmi. L’animale non aveva le sembianze del cane lupo classico, era più tozzo e alto davanti, la schiena non arcuata, le gambe più lunghe e un modo di correre diverso. L’ho visto bene perchè è andato su e giù per la spiaggetta un po’ prima di decidersi a immergersi nell’acqua. E, lì, ho cominciato a maturare l’idea che potesse trattarsi di un lupo». «È stata una questione di attimi, anche se l’animale ha preso il suo tempo – assicura -, era tranquillo, non mi ha affatto visto né sentito, probabilmente perchè ero sottovento e, poi, quella è una zona tranquillissima, piena di animali selvatici. A un certo punto, dopo alcuni su e giù sulla sabbia, si è deciso ad affrontare l’acqua, ma l’ha fatto in un modo incredibile a vedersi, proprio come noi quando entriamo in mare e lo facciamo piano piano, coi piedi, le gambe, il bacino, le braccia, ecco, così ha fatto anche lui. È entrato in acqua, l’ha saggiata un po’, ci ha immerso il muso, si è bagnato tutto il corpo, poi, giù, tutto, col solo muso fuori dall’acqua. Bellissimo. Uno spettacolo che mai potrò dimenticare».


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