Airuno: «Il piromane  abita nel quartiere»
La Fiat a cui sono state ripetutamente tagliate le gomme

Airuno: «Il piromane

abita nel quartiere»

I sospetti dei residenti di via Piave e dintorni

che, dopo i roghi, installano le videocamere

Il piromane vive in una delle abitazioni della zona in cui, nell’ultimo mese, sono state date alle fiamme sei automobili. È quanto sostengono numerosi abitanti del quartiere residenziale che si estende tra viale Libertà, via Piave, via Consortile e via XXV Aprile.

Si tratta, chiaramente, solo di sospetti ma sono molti a ritenere che l’autore degli attentati incendiari, incominciati la notte del 27 ottobre e culminati con l’ultimo episodio nella notte tra sabato e domenica, non vada cercato molto lontano.

Alcuni forniscono anche un possibile identikit del piromane: uomo, maturo, senza un lavoro e, probabilmente, che vive solo. Quindi, che può uscire di casa a notte fonda, senza che nessuno se ne accorga.

«Sono convinto - spiega un residente in via Isonzo - che il colpevole abiti qui. A meno di cento o duecento metri da tutti i punti in cui ha colpito. Per questo, sino ad ora, nonostante i tanti controlli effettuati, non sono riusciti a prenderlo: non arriva da fuori, è già qui».

Il modus operandi è semplicissimo. «Esce di casa, infila la tavoletta infiammabile sotto il motore, gli dà fuoco e appena il fuoco ha preso, rientra. Quando arrivano carabinieri e pompieri, è già a casa».

L’ultimo episodio è emblematico. «Quando è andato a fuoco il pk, i carabinieri erano a poche centinaia di metri, fermi davanti alle case Filca. Stavano controllando i passaggi delle auto su via Kennedy. Il piromane li ha sfidati. Ma il suo arrivo non è stato registrato dalle telecamere semplicemente perché era già qui».

Una tesi che condivide anche un altro residente in via Consorziale. «Anche io - commenta - ritengo non abiti lontano. Se non proprio in queste vie, sicuramente è di Airuno. Conosce troppo bene queste viuzze per essere di fuori. Magari, di giorno, come me, passeggia con il cane, e poi di notte torna e colpisce».

«Abbiamo paura - continua un altro residente - e ogni notte andiamo a letto senza sapere se il giorno dopo la nostra auto ci sarà ancora. Per questo, chi può, la sta portando dentro nei box e nei cortili».

Altri, per proteggersi, stanno installando attorno a casa telecamere di video-sorveglianza privata. I carabinieri, nel frattempo, continuano ad effettuare controlli tutti le notte, in divisa e in borghese.

L’altro giorno, il sindaco Alessandro Milani ha incontrato nuovamente il prefetto, insieme ai vertici delle forze dell’ordine. «Mi hanno garantito che stanno facendo il possibile ma le indagini, in questo caso, a differenza di quanto accaduto anni fa, risultano piuttosto spinose perché non ci sono indizi».

Ieri, si è diffusa la voce in base alla quale in zona si sarebbero verificati, oltre agli incendi, numerosi tagli di gomme. Da quanto riscontrato, gli episodi riguardano però una sola automobile, vandalizzata più volte, anche se nel giro di poche settimane. Di conseguenza, non ci dovrebbero essere legami con le azioni del piromane


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