Allagamenti, a rischio i posti di lavoro

Allagamenti, a rischio i posti di lavoro

L’innalzamento della falda acquifera rischia di compromettere l’attività di decine di imprese della zona. Da Grandate fino a Montano, l’allarme degli imprenditori. Pedemontana assicura: «Non c’entriamo»

In mezza cintura di Como, le falde acquifere si stanno innalzando lasciando a mollo decine di aziende, fabbriche, magazzini, cantine e abitazioni.

A Grandate, Luisago e Montano Lucino, coinvolti siti produttivi come Mantero (dove sono addirittura in pericolo 500 posti di lavoro), Artestampa, Sampietro, Guarisco trasporti, Gentili tessuti, cava Capetti, interventi anche all’Iper e all’Ibis hotel. Ci sono piani interrati completamente sott’acqua, tanti si sono attrezzati da soli con delle pompe idriche per tamponare gli allagamenti. Disagi anche alla FerCam.

Le possibili motivazioni di questo spaventoso fenomeno sono due.

L’arrivo sulla piana dei cantieri di Pedemontana con i relativi scavi per realizzare la tangenziale e la galleria. E la deindustrializzazione della cintura: se fino agli anni Settanta sul territorio un numero corposo di aziende tessili pescava a pieno ritmo dalle falde l’acqua per le lavorazioni, oggi, con la crisi e la chiusura di tante imprese, nessuno più usa questi bacini idrici.

Complici le recenti forti piogge la situazioni per molti sta diventando drammatica, tanto da dover fermare la produzione, tanto da lasciare i magazzini sott’acqua per una settimana, tanto da far macerare archivi cartacei o far saltare gli impianti salvavita.

Mercoledì scorso, per fare il punto e decidere come agire, si è tenuta alla Mantero una riunione alla quale hanno partecipato le aziende coinvolte. Presente anche il sindaco di Grandate Monica Luraschi. «Purtroppo non è un problema del singolo, ma di tutta la fascia territoriale a sud di Como - spiega il primo cittadino - Ci sono decine di imprese e di privati che stanno combattendo contro questo grave problema. Abbiamo cominciato a registrare un serio innalzamento delle falde acquifere dall’inizio dell’aprile 2013».

LEGGETE l’ampio servizio

su LA PROVINCIA di VENERDÌ 21 novembre 2014


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