Asilo Sant’Elia, le accuse al Comune  «Colori sbagliati e manca un progetto»
L'asilo Sant'Elia di via Alciato (Foto by Andrea Butti)

Asilo Sant’Elia, le accuse al Comune

«Colori sbagliati e manca un progetto»

L’architetto Attilio Terragni attacca sui lavori di sistemazione dell’edificio vincolato - «Bando di concorso per selezionare professionisti esperti e un piano di intervento completo»

Gli interventi di restauro dell’asilo Sant’ Elia in fase di realizzazione (la riverniciatura degli infissi e il ripristino di alcuni intonaci) e quelli già programmati (la sistemazione dei solai, del pavimento e delle tende) stanno creando polemiche a non finire. E le posizioni dell’architetto Attilio Terragni, sostenute da una petizione che sfiora le 400 adesioni, e quelle del Comune sono lontanissime.

Andiamo con ordine. Il professionista comasco, pronipote di Giuseppe Terragni che progettò l’asilo di via Alciato, contesta innanzitutto all’amministrazione «la mancanza di un progetto globale di restauro sulla struttura» e, per questo, chiederà «un intervento ufficiale al Ministero dei Beni Culturali, con un incontro già fissato per la prossima settimana con il direttore generale». «Il Comune - commenta - mette a disposizione una cifra importante, ma dovrebbe fare un bando di concorso, selezionare professionisti ed esecutori che abbiano l’esperienza e i curricula adeguati per seguire un tema così delicato». Nel dettaglio, in merito ai lavori, dice: «Le tende esterne, uno degli emblemi della modernità, sono distrutte. Nel corso dell’appalto per i serramenti hanno rigato tutti i vetri della facciata lavorando con la cartavetro senza nemmeno aprire le finestre». Oltre ai serramenti danneggiati (e per i quali il Comune ha disposto lo stop ai lavori dopo un sopralluogo con la Soprintendenza e su segnalazione dello stesso Terragni) nell’elenco delle contestazioni è finito anche il colore individuato per la verniciatura. «L’asilo Sant’Elia era stato pensato come una grande macchina educatrice, secondo i principi della Montessori - aggiunge Terragni - e aveva quindi un suo sistema di colori. Invece, mi sembra che sia stato scelto arbitrariamente un azzurro, che non esiste nella cartella colori dell’asilo. Ci avevano detto che saremmo stati coinvolti, non è stato fatto». L’architetto dice di essersi rivolto «spesso alla Soprintendenza nell’ultimo mese e mi sono stati promessi dei sopralluoghi». E il futuro, secondo Terragni e i promotori della protesta, non si annuncia migliore. «Tutto questo è preoccupante, viste le previsioni di interventi successivi molto pesanti che, secondo noi, non sono necessari». Il Comune ha infatti già annunciato - dopo la chiusura dell’asilo a giugno - un intervento all’interno dopo avere rilevato criticità sui solai tali da richiedere «interventi entro sei mesi».

«Ad oggi i danni fatti sulla struttura - dice lapidario Terragni - sono superiori all’importo delle opere -. Adesso si faccia un progetto serio, lo si discuta con i maggiori esperti. Un bando per la progettazione e l’esecuzione (oggi avviene internamente, ndr). Il Comune è sordo a queste richieste e mi spiace molto. Si stanno ripetendo storie passate che pensavo fossero obsolete».

La difesa degli uffici comunali

Alle accuse che piovono su Palazzo Cernezzi, gli uffici ribattono dicendo che «tutto, colore incluso, è stato autorizzato dalla Soprintendenza» e che l’unico problema che si è registrato sul cantiere dell’asilo Sant’Elia «è quello relativo al danneggiamento dei vetri degli infissi, già contestati all’impresa con la sospensione dei lavori».

Lavori che sono stati assegnati attraverso il meccanismo dell’accordo quadro, ovvero una modalità che prevede la selezione di un’azienda con determinate caratteristiche a cui possono essere poi affidate manutenzioni che rientrino nella tipologia indicata. Nel dettaglio si tratta dell’accordo quadro numero 5 relativo a «manutenzione ordinaria e straordinaria di edifici e beni culturali (musei, biblioteca, razionalismo)» assegnato nel luglio del 2018 all’impresa Tecnica Restauri di Mestre. «Un’impresa - riferiscono sempre da Palazzo Cernezzi - che ha tutti i requisiti di legge per occuparsi di restauri». Sul sito Internet dell’azienda veneta si citano lavori effettuati a Venezia a Palazzo Ducale, ma anche a Mantova e su diversi edifici vincolati.

Tornando all’asilo Sant’Elia il progetto esecutivo «per tinteggiature e verniciature straordinarie» è stato approvato dalla giunta a fine 2018 e i lavori sono iniziati a fine agosto 2019. Il 2 ottobre il Comune in seguito a un sopralluogo congiunto con la Soprintendenza (dopo le segnalazioni dell’architetto Attilio Terragni) ha sospeso i lavori. Successivamente ha convocato l’azienda per avviare le contestazioni «che riguardano soltanto i vetri» e che comprendono anche la richiesta «di ripristino a carico dell’azienda».


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