Bagarre dell’imputato
Tensione in Tribunale

Ieri a Lecco si sono vissuti momenti tesi nel corso di una doppia udienza per minacce e lesioni a carico di un uomo di Mandello

Bagarre dell’imputato Tensione in Tribunale
Il Tribunale di Lecco

La tensione in aula si tagliava con il coltello, tanto che il giudice gliel’ha intimato due volte: di stare in silenzio, senza gesticolare.

Al terzo richiamo lo avrebbe fatto accompagnare fuori dall’aula dal carabiniere d’udienza. Ma alla terza intemperanza è stato il suo stesso difensore a sbottare: “minacciandolo” di rimettere il mandato se avesse continuato a disturbare lo svolgimento del processo.

Così l’udienza è stata interrotta brevemente, per dare tempo all’avvocato Marcello Perillo di parlare con il suo assistito. Quindi, l’udienza – una doppia udienza, dal momento che l’uomo si trovava in Tribunale, davanti al giudice Nora Lisa Passoni, per due distinti casi giudiziari, entrambi con ex fidanzate come parti lese – è ripresa, non senza la richiesta dell’avvocato di parte civile del secondo procedimento di far sedere l’imputato accanto al suo avvocato «perché manda occhiatacce a me e alla mia assistita».

A processo, nel primo caso unico imputato, nel secondo con altre due persone, Tiziano Talarico, 55 anni, accusato di lesioni e minacce nei confronti di una ex, con la quale aveva avuto una storia sentimentale di poco meno di un mese nella primavera del 2019, e di lesioni, minacce e atti persecutori – insieme a Federico Scalta, 36 anni, pure difeso dall’avvocato Perillo, e William Arrigoni, 39, difeso dall’avvocato Marzia Patrignani – nei confronti di un’altra ex, con la quale aveva avuto una relazione tra il febbraio 2017 e il marzo 2018, e del di lei nuovo compagno.

Particolarmente drammatica la testimonianza della prima donna, che è scoppiata in un pianto disperato ripercorrendo quello che sarebbe accaduto il 19 maggio 2019, quando, stando al suo racconto, Talarico sarebbe entrato nella sua abitazione, l’avrebbe colpita per due volte al volto con un pugno, quindi l’avrebbe minacciata con un coltello e, infine, avrebbe aperto il gas: «Voleva darmi fuoco». Per questo procedimento penale si tornerà in aula il 3 maggio del prossimo anno.

Altrettanto drammatiche le testimonianze delle parti offese del secondo procedimento penale, che si sono costituite in giudizio con l’avvocato Roberto Mulargia (ieri sostituito in aula dalla collega Caterina Busellu) ma che sono state a loro volta denunciate dagli imputati per quanto riguarda nello specifico un episodio datato primo agosto 2019 a Mandello: un pestaggio in piena regola, stando alla coppia, che avrebbe fatto finire entrambi in ospedale.

Per questo secondo processo, il giudice Passoni ha calendarizzato tre udienze per chiudere l’istruttoria: il 9 gennaio, il 7 aprile e il 19 maggio, data in cui è prevista la sentenza

© RIPRODUZIONE RISERVATA

True