Bollette telefoniche a 28 giorni  Vittoria dei consumatori: «Ora i rimborsi»
Vittoria dei consumatori sul caso delle bollette a 28 giorni (Foto by Francesco Angelini)

Bollette telefoniche a 28 giorni

Vittoria dei consumatori: «Ora i rimborsi»

Il Consiglio di Stato ha respinto i ricorsi presentati da Vodafone, Wind Tre e Fastweb contro le decisioni del Tar del Lazio. Le compagnie dovranno restituire i giorni erosi nel periodo compreso tra il 23 giugno 2017 e la data in cui è stata ripristinata la fatturazione su base mensile, ossia i primi giorni di aprile 2018

Il Consiglio di Stato ha respinto i ricorsi presentati da Vodafone, Wind Tre e Fastweb contro le decisioni del Tar del Lazio relative alle bollette telefoniche a 28 giorni: c’è la svolta ed è a favore dei consumatori. «Ci sono voluti due anni per veder riconosciuti i legittimi diritti degli utenti – dice soddisfatta Mina Busi, presidente di Adiconsum Bergamo –. Ora vogliamo i rimborsi. E più serietà nei confronti dei propri clienti oltre alla modifica dell’articolo 70 del Codice del consumo, che permette ai gestori di cambiare in modo unilaterale le condizioni contrattuali”.

La decisione del Consiglio di Stato riguarda la delibera Agcom sulle bollette e la relativa contestazione alle compagnie telefoniche di non avere osservato la cadenza mensile. Ora, dunque, le compagnie dovranno restituire i giorni erosi nel periodo compreso tra il 23 giugno 2017 e la data in cui è stata ripristinata la fatturazione su base mensile, ossia i primi giorni di aprile 2018. Le associazioni dei consumatori hanno stimato in circa un miliardo di euro, tra i 30 e i 50 euro a utente, la cifra che dovranno mettere a disposizione per i rimborsi.

Gli operatori dovranno posticipare la data di decorrenza della fattura per un numero di giorni pari a quelli erosi. Adiconsum ha già segnalato che alcune compagnie telefoniche stanno giocando d’anticipo offrendo ai propri clienti indennizzi sotto forma di minuti e traffico Internet gratis, ma secondo l’associazione si tratta di offerte a costo zero per le società della telefonia e «potrebbero non compensare il credito vantato dagli utenti per le fatturazioni a 28 giorni».


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