Camerlata, il bando impossibile  «Solo 36 ore per finire i lavori»
Giovanni D’Ignazio, di fronte al suo negozio di via Paoli (Foto by butti)

Camerlata, il bando impossibile

«Solo 36 ore per finire i lavori»

La beffa: il Comune concede 4.500 euro per il restauro di un negozio da completarsi «entro l’anno». Il via libera? Il 29 dicembre

Como

Non esclude di passare alle vie legali Giovanni D’Ignazio, titolare dell’Ircaf di via Paoli, specializzato nella produzione e nella vendita di cornici. Il motivo? Le sole 36 ore di tempo concesse dal Comune per eseguire la ristrutturazione nell’ambito del bando Esselunga, rendendo quantomeno complicato per l’imprenditore effettuare i lavori e accedere al finanziamento di 4500 euro cui era stato ammesso. La storia è stata denunciata da Confesercenti. Riassumendo: a ottobre 2017 viene emesso il bando Esselunga destinato ai negozianti di Camerlata, Breccia, Muggiò e Rebbio. Prevede la possibilità di ottenere un contributo fino a 5mila euro per riqualificare e abbellire i punti vendita. Il 30 ottobre D’Ignazio presenta la domanda per sistemare l’insegna e gli arredi esterni. Totale: 9.151 euro. Ben 59 giorni dopo, il 29 dicembre, il Comune dà notizia all’imprenditore d’aver accettato la richiesta di contributo per 4500 euro, dando tempo fino al 31 dicembre per eseguire e fatturare i lavori. Le 36 ore lavorative, peraltro nel mezzo delle vacanze invernali, sono un ostacolo insormontabile per l’esercente di via Paoli, il quale chiede una proroga negata dall’ufficio Commercio.

«Non è stato messo nelle condizioni di conoscere la somma di cui avrebbe disposto per decidere se effettuare o meno l’intervento», sottolinea l’associazione di categoria. «Con l’assessore al Commercio Marco Butti - aggiunge il presidente Claudio Casartelli - ci siamo interfacciati più volte per cercare una soluzione e ci ha offerto la massima disponibilità, ma anche l’assessore si è dovuto arrendere di fronte al muro del dirigente dell’ufficio commercio Giovanni Fazio. Così non si può andare avanti. Crediamo che nel settore Commercio ci sia qualcosa che non funziona, specie nella competenza diretta della gestione dei bandi. Si sono generati problemi a un settore già provato: dobbiamo stabilire se riteniamo ancora che un certo tipo d’impresa, quella del piccolo commercio, debba sopravvivere».

Da parte del Comune l’ammissione del ritardo: «È interesse degli uffici aiutare gli esercenti - aggiungono da palazzo Cernezzi - sarà aperto un nuovo bando, con le identiche finalità». La cifra stanziata dovrebbe però essere attorno ai 1200 euro (ma potrebbe essere ritoccata al rialzo), mentre il bando chiuso a dicembre arrivava a circa 20mila.

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