Sabato 06 Dicembre 2008

Campo sportivo
Il Tar: bando da rifare

SAN FERMO Erano due società che si contendevano un campo. Aveva vinto quella storica, la Cacciatori delle Alpi, dove storica vuol dire quarant’anni di attività, iniziata nel novembre del 1968.
Avevano perso gli ultimi arrivati, quelli dell’Associazione sportiva dilettantistica (Asd) S. Fermo che di anni ne stavano per compiere quattro, e perciò pensavano di essere diventati abbastanza «grandi» per partecipare al bando di concorso, che aveva come tetto un’anzianità di 3. Peccato che nel frattempo il limite fosse lievitato a 10.
«Un’ingiustizia - aveva commentato il presidente Michele Salzano -. Un bando del genere è illegittimo. Sembra fatto apposta per tagliarci fuori. Il sindaco, Pierluigi Mascetti, diceva che la scelta della Cacciatori era stata la logica conseguenza di un rapporto di fiducia che durava da anni. Ora, però, il Tar accoglie il ricorso dell’Asd S. Fermo diponendo «l’annullamento degli atti impugnati» e «la rinnovazione della procedura». La sentenza del tribunale amministrativo dispone che vengano annullati i precedenti requisiti e quindi «i vizi connessi al tetto dei dieci anni di anzianità e i criteri di punteggio individuati per l’affidamento della concessione (ben 40 punti su 100 totali ricondotti al medesimo criterio di anzianità previsto anche come requisito di ammissione, oltre a ulteriori 20 punti attribuiti per l’associazione con il maggior numero di iscritti)». Per il Tar è stato violato il principio di «massima partecipazione alle gare pubbliche e del principio di proporzionalità: eccesso di potere per irragionevolezza ed ingiustizia manifeste per disparità di trattamento» . Violato anche «il regolamento per la gestione e l’utilizzo degli impianti sportivi, i principi espressi in tema di messa a disposizione delle strutture del centro sportivo dalle deliberazione del consiglio; eccesso di potere per irragionevolezza ed ingiustizia manifeste contradditorietà con le finalità che ispirano la concessione in gestione del centro sportivo».
«C’era anche un’altra faccenda in sospeso - dice Salzano -. Avevamo chiesto un contributo economico e ce l’avevano negato». Il Tar ha dato torto al Comune anche su questo punto ma soprattutto rimarca che «la previsione che restringe l’ambito dei possibili concessionari alle sole associazioni sportive in attività da almeno dieci anni risulta in contrasto con il principio della massima partecipazione alle procedure pubbliche di derivazione comunitaria, oltre che con il consolidato orientamento giurisprudenziale che vieta l’individuazione da parte delle stazioni appaltanti di requisiti per la partecipazione particolarmente stringenti e sproporzionati rispetto alle esigenze da salvaguardare in considerazione delle caratteristiche delle prestazioni eseguite (nella specie, gestione di un impianto sportivo destinato soprattutto alla platea giovanile in età scolare)».
Nel ricorso si contesta anche «il diritto di priorità alle associazioni del Comune all’utilizzo degli impianti senza prevedere un minimo di ore per gli altri gruppi». 
Tradotto significa, come spiega Salzano «che avevamo chiesto la palestra grande al venerdì dalle 16.30 alle 18 per la scuola calcio e invece ce l’hanno negata perché serviva per la Ginnica 96».
La Cacciatori conta 270 iscritti contando tutti i corsi (Csi, pallavolo Csi, prima squadra, ginnastica per anziani, presciistica, due squadre allievi Fgc e prima squadra). L’Asd S. Fermo ha 200 iscritti (Pulcini scuola calcio 98- 2004, Juniores, prima squadra, una squadra Csi a 7 e una di Pallavolo femminile).Il sindaco Pierluigi Mascetti ascolta la sentenza e resta pure sorpreso per i toni: «Non l’ho ancora davanti, la leggeremo con calma e agiremo di conseguenza. Non escludo il ricorso al consiglio di Stato visto che altre volte il tar ci aveva dato torto e poi siamo riusciti ad aver ragione. Però prima, ripeto, devo leggere la sentenza».
Anna Savini

a.savini

© riproduzione riservata

Tags