Como: Ztl, Roma boccia le telecamere  E chi sosta per ore la fa franca
Tante le auto parcheggiate in città murata, nonostante sia una zona a traffico limitato

Como: Ztl, Roma boccia le telecamere

E chi sosta per ore la fa franca

Impossibile verificare il rispetto dei 45 minuti consentiti alle auto dei residenti. Il comandante: «Per la privacy no al doppio controllo. Lo facciamo per le altre categorie»

Le telecamere che controllano i varchi di accesso al centro storico sono state attivate, dopo un maxi ritardo di quattro anni, l’anno scorso. Ma le auto presenti in città murata non sono sparite, anzi. Soprattutto nelle vie laterali si vedono mezzi in sosta anche per ore. Il motivo?

Porta dritto a Roma e a una questione legata alla privacy che, nonostante le richieste reiterate diverse volte da Palazzo Cernezzi, non è mai stata risolta. O meglio, dalla capitale è arrivato un secco diniego all’utilizzo di dati riguardanti gli orari di ingresso e uscita dei residenti e, di conseguenza, non è possibile sanzionare elettronicamente chi abusa dei 45 minuti di sosta consentiti dal permesso. Le nuove telecamere, volute dall’amministrazione Lucini, erano costate 300mila euro e l’entrata in funzione era stata rimandata diverse volte proprio per problemi legati all’omologazione e alla privacy. Il lunghissimo carteggio tra l’allora dirigente alla Viabilità Pierantonio Lorini e il ministero si era concluso con la bocciatura della telecamera di viale Geno (non aveva ottenuto l’omologazione) e con il no al rilevamento degli orari. L’amministrazione Landriscina aveva deciso di attivare le telecamere (che includevano anche il varco di piazza Roma e via Garibaldi) anche senza la funzione specifica perché l’impianto esistente era ormai obsoleto, per la necessità di presidiare le aree aggiuntive inserite nella zona a traffico limitato e, infine, perché per diverse categorie i controlli si possono fare e, quindi, si riducono gli abusi.

«L’omologazione del sistema dei varchi elettronici - precisa il comandante della Polizia locale Donatello Ghezzo - è regolata da dispositivi normativi risalenti agli anni Novanta e all’epoca non era neanche ipotizzabile che la tecnologia potesse raggiungere i livelli attuali. Erano state fatte diverse richieste specifiche, anche al garante della privacy, ma era arrivato il diniego. Ad ogni modo il dato dei veicoli può essere trattenuto dal sistema solo per sanzionare e non per verificare il tempo di permanenza. Questo vuol dire che sanzionare elettronicamente soggetti autorizzati ad accedere alla zona a traffico limitato nell’arco delle 24 ore, anche se per precisi termini orari, diventa impossibile».

Le multe possono farle, invece, gli agenti in carne ed ossa se passano e vedono, ad esempio, la mancanza del disco orario o il superamento del tempo indicato.


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