Decapitò Brambilla, non risarcisce
1Giacomo Brambilla2Emanuele La Rosa3I poliziotti della squadra volante della Questura all’interno dell’armeria Arrighi, la mattina in cui è stato scoperto l’omicidio4Un agente della scientifica all’esterno della pizzeria La conca d’oro di Senna Comasco

Decapitò Brambilla, non risarcisce

Emanuele La Rosa non ha ancora versato un euro ai familiari della vittima

La sentenza civile non arriverà prima della prossima estate

Sono passati cinque anni e un mese da quel maledetto inizio febbraio in cui Alberto Arrighi spara a Giacomo Brambilla, all’interno della sua armeria, e assieme al suocero Emanuele La Rosa taglia la testa alla vittima, per poi tentare di distruggerla all’interno del forno della pizza. Dopo 1850 giorni, La Rosa non ha ancora versato un euro di risarcimento danni ai familiari della vittima.

Colpa - anche - dei tempi infiniti della giustizia civile italiana. Che, dopo aver alternato un paio di giudici a decidere della causa intentata per conto della moglie, del figlio e dei genitori di Brambilla dagli avvocati Anna Maria Restuccia e Fabio Gualdi, nei giorni scorsi ha aggiornato per l’ennesima volta il caso. E la sentenza è attesa non prima della prossima estate.

Leggi l’articolo di Paolo Moretti su “La Provincia di Como” del 1 marzo 2015

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