Mercoledì 15 Ottobre 2014

Delitto di Gera Lario

La pista a luci rosse

1La telecamera sulla ciclabile tra Domaso e Gera Lario riprende Alfredo Sandrini poco prima dell’agguato mortale2L’avvocato Pietro Bassi, difensore di Cerfoglio, in piedi accanto alla collega Livia Sacchi. Dietro i legali che assistono la parte civile, Massimo Di Marco e Massimiliano Galli

«Quella sera eravate in giro solo voi due. Com’è possibile che non siate riusciti a incontrarvi nonostante vi siate sentiti 25 volte?». Risuona come uno schiaffo alle speranze della difesa, la voce del presidente della corte d’Assise Vittorio Anghileri mentre cerca di scuotere l’imputato da una versione talmente assurda da poter anche essere presa per vera, non ci fosse di mezzo la morte di una persona.

Oggi, in corte d’Assise a Como, gli avvocati Pietro Bassi e Livia Sacchi, legali di Franco Cerfoglio, il “fieou del pesatt” in cella con l’accusa di omicidio volontario, proveranno a cambiare le sorti del processo per il delitto di Alfredo Sandrini.

Una ventina i testimoni che i due legali della difesa chiameranno in aula. Per dimostrare che con l’agguato a colpi di carabina calibro 22 il pescatore di Domaso non ha nulla a che vedere.

LEGGETE l’ampio servizio

su LA PROVINCIA di MERCOLEDÌ 15 ottobre 2014

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