Sabato 25 Gennaio 2014

Finisce l’era del «dica trentatré»

Lo stetoscopio va in pensione

Un medico con lo stetoscopio al collo, in una immagine di archivio.

Strumento simbolo della professione medica, lo stetoscopio sta per divenire un oggetto di storia della medicina, sostituito dall’ecografo portatile, low cost ma accurato da usare in ogni occasione. Lo sostiene un editoriale sulla rivista Global Heart (il giornale della World Heart Federation)

«C’è grande entusiasmo oggi per gli strumenti ecografici - commenta Raffaele Landolfi, direttore del dipartimento di scienze mediche dell’Università Cattolica di Roma - e l’entusiasmo aumenterà quando saranno a disposizione ecografi portabili; ma ci vorrà molto tempo perché l’ecografo sostituisca lo stetoscopio» Oggi sono tantissime le tecnologie che stanno rivoluzionarlo la sanità: pensiamo alla cartella clinica elettronica che qualunque medico assista un paziente può scaricare sul proprio pc, oppure all’idea di sostituire la ricetta cartacea usata per le prescrizioni mediche con quella elettronica, oppure alla telemedicina, oggi già realtà in molti paesi permettendo ad esempio ’visite virtualì senza accesso diretto del paziente in ospedale.

Anche gli strumenti medici di base, quelli che si imparano ad usare già ai primi anni di medicina, sono destinati a cambiare. Tra questi di certo lo stetoscopio che oggi, spiega Landolfi, gli studenti imparano a maneggiare già al terzo o al quarto anno; questo perché costa poco e su internet si trovano anche simulazioni di auscultazione per fare pratica. Inventato nel 1804, lo stetoscopio è lo strumento usato dal medico per auscultare principalmente il cuore o i polmoni e rilevare i rumori prodotti da questi organi, distinguendo quelli normali segno di una sana attività degli stessi, da quelli che si originano in seguito a processi patologici. Tutto ciò potrebbe divenire un oggetto del passato.

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