Frana di Gallivaggio. Santuario salvo. è la fine di un incubo
Il santuario di Gallivaggio e la strada sono stati risparmiati dalla frana (Foto by foto Lisignoli)

Frana di Gallivaggio. Santuario salvo. è la fine di un incubo

Nel pomeriggio il collasso, come previsto. Quasi cinquemila metri cubi di materiale sono crollati. Dai primi sopralluoghi danni limitati a edifici e statale

Il momento del collasso è arrivato poco prima delle 17. Quasi cinquemila metri cubi di roccia che da mesi minacciavano la statale 36 sono franati. Una nuvola di massi e polvere ha coperto la zona del santuario, del borgo di Gallivaggio e della strada dello Spluga. Blocchi di varie dimensioni e piante hanno superato il vallo, ma i primi sopralluoghi dicono che i danni sono stati limitati sia per gli edifici, sia per la statale. La struttura realizzata nel recente passato a difesa della frazione di San Giacomo Filippo, insomma, sembra avere funzionato. La chiesa e il campanile sono salvi.
«Dal primo pomeriggio la velocità di scivolamento della massa rocciosa che stavamo osservando è cresciuta sensibilmente - ha spiegato dopo il primo sopralluogo il responsabile del centro di monitoraggio geologico di Arpa Lombardia Luca Dei Cas-. Lo spostamento è aumentato fino a due centimetri all’ora e poco prima delle 16 abbiamo evidenziato nel report di aggiornamento che il collasso era oramai imminente». Le previsioni dei geologi sono state rispettate. «4-5mila metri cubi di materiale, più o meno la quantità che era stata preventivata, sono crollati mezzora dopo». La strada è coperta di polvere, il ponte per il quale si temevano conseguenze rilevanti è rimasto fortunatamente illeso e anche le strutture non sembrano essere state compromesse. «Quanto accaduto – ha commentato l’assessore regionale alla Montagna Massimo Sertori– conferma che le cautele, le precauzioni, i divieti che sono stati imposti al territorio in questo mese e mezzo, erano purtroppo giustificati, perché alla fine la montagna ha deciso di franar». La situazione resta molto delicata: le prime stime parlano di mille metri cubi di materiale instabile rimasti sulla montagna. «Prima di tutto esprimiamo la soddisfazione per l’assenza di persone coinvolte e per l’integrità della strada, del ponte e della chiesa, e rileviamo che il vallo ha funzionato», hanno premesso i sindaci Severino De Stefani(San Giacomo Filippo), Franco Masanti (Madesimo) ed Enrica Guanella(Campodolcino). «La situazione è molto delicata perché sono rimasti in alto molti massi pericolanti e decisamente instabili – ha precisato De Stefani -. Stiamo analizzando la parete con i geologi. Ci vorrà ancora molto tempo per risolvere definitivamente i problemi. Verificheremo con i tecnici quali provvedimenti assumere per effettuare i disgaggi necessari».

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