Francia, finiti i tre giorni d’incubo  Ma rimane l’incubo jihad

Francia, finiti i tre giorni d’incubo

Ma rimane l’incubo jihad


Con due blitz delle teste di cuoio contro la tipografia di Dammartin e in contemporanea al negozio kosher di Parigi, la Francia ha avuto ragione dei terroristi che hanno seminato morte e tenuto in scacco per tre giorni. Il bilancio è di 19 morti, ieri anche quattro ostaggi sono stati trovati senza vita nella drogheria ebraica, uccisi da un estremista a sua volta abbattuto, come i responsabili dell’assalto al Charlie Hebdo, dalle forze speciali Giallo sulla fidanzata del terrorista di Parigi: è scappata e ora la cercano in tutta la Francia. ma il presidente Hollande avverte che le minacce non sono finite.

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Sparatoria a sud Parigi,morta poliziotta

Sparatoria a sud Parigi,morta poliziotta
(Foto by Z04)

Charlie Hebdo: terroristi verso Parigi

Charlie Hebdo: terroristi verso Parigi
(Foto by GIT-MAR)

Si sono conclusi con altro sangue i tre giorni più lunghi per la Francia, cominciati con la strage in redazione a Charlie Hebdo e finiti con un doppio, simultaneo assalto dei reparti speciali francesi. Morti i tre terroristi, che hanno inneggiato ad al Qaeda e all’Isis, morto un loro probabile fiancheggiatore. Morte anche quattro persone, ostaggio in un supermercato di prodotti kosher.

«Usciremo da questa prova ancora più forti»

«Usciremo da questa prova ancora più forti», ha detto il presidente Francois Hollande in tv, provando a risollevare i francesi atterriti da un incubo interminabile. Ma poi ha subito aggiunto che «per la Francia le minacce non sono finite».

Il terribile attacco ai vignettisti di Charlie Hebdo, poi il crudele assassinio di una giovane poliziotta, infine la fuga dei tre terroristi braccati come animali, i due fratelli integralisti Cherif e Said Kouachi e l’ultrà islamico di origine maliana Amedy Coulibaly. Fino a questa mattina sembrava che l’attesa dovesse durare ancora a lungo, poi la notizia che i due Kouachi avevano tentato di rubare un’auto, si erano scontrati con la polizia e, infine, si erano asserragliati in una tipografia della zona industriale della Seine-et-Marne, a est di Parigi, a ridosso dell’aeroporto Charles de Gaulle di Roissy.

Contemporaneamente, si stringeva il cerchio attorno a Coulibaly, del quale non si era saputo più nulla dopo l’assassinio della giovane agente ieri mattina: fermati i genitori, un mandato veniva spiccato nei confronti suoi e della sua compagna, Hayat Boumeddiene. I fratelli Kouachi non si erano resi conto di avere con loro un ostaggio. Dopo ore, sentendosi perduti e privi di potere di scambio con la polizia che li assediava, sono usciti dallo stabilimento sparando contro la polizia, alle 16.57. Seguendo gli ordini impartiti direttamente dal presidente Hollande, i reparti speciali hanno risposto al fuoco e hanno «neutralizzato” la minaccia. I due fratelli, che avevano fatto sapere di voler morire «da martiri», sono stati uccisi nello scontro a fuoco.

«Sapete chi sono»

Nel primo pomeriggio, intanto, era riemerso Coulibaly, di cui non si avevano notizie da ore. Era braccato, ha saputo dei suoi genitori fermati, ha sentito che era arrivato alla fine ed è passato al gesto estremo: kalashnikov in pugno, è entrato in un supermercato di prodotti kosher a Vincennes, periferia residenziale di Parigi, prendendo in ostaggio una decina di persone, fra cui donne e bambini, e gridando ai primi poliziotti arrivati: «sapete chi sono, sapete chi sono!».

Le ricostruzioni dicono che abbia ucciso subito quattro degli ostaggi, minacciando poi un massacro se fossero stati toccati i fratelli Kouachi. Ha avuto la calma e la concentrazione di telefonare alla redazione di BFMTV per mettere in chiaro che la sua azione era coordinata con i fratelli terroristi, che avrebbero dovuto occuparsi «loro di Charlie Hebdo, io dei poliziotti». Anche a Vincennes, per ordine di Hollande, le teste di cuoio sono passate all’azione, esattamente tre minuti dopo Dammartin-en-Goele: fuoco e granate lacrimogene sul supermercato, irruzione ed esplosioni, poi il silenzio.

Lentamente sono usciti i superstiti, mentre i soccorritori si dedicavano ai feriti. Cinque i morti accertati: Coulibaly e quattro ostaggi. Alcuni riferiscono però che tra le quattro vittime ci potrebbe essere un possibile complice del killer.

La giornata

20:28 Incertezza se i quattro morti confermati comprendano o meno Coulibaly e ancora dubbi sul numero preciso dei feriti, se si tratta di ostaggi o poliziotti e dove sono stati colpiti. Inoltre Hayat Boumedienne, la compagna dello jihadisti è ricercata ma pare escluso adesso che fosse nel negozio insieme al compagno.

20:06 Il presidente Hollande ha confermato che quattro ostaggi nel negozio kocher sono morti, forse uccisi dallo stesso estremista Coulibaly quando ha fatto irruzione a Porte de Vincennes. La compagna di Coulibaly sarebbe invece fuggita forse confondendosi con gli ostaggi liberati. Lo jihadista sarebbe stato in contatto via telefono con i fratelli Kouachi.

18:34 Gli ostaggi morti a Parigi secondo BfmTv sarebbero stati uccisi prima del blitz, colpiti da Coulibaly quando ha fatto irruzione nel negozio ebraico di Porte de Vincennes. Invece a Dammartin si è appreso che l’ostaggio si è salvato perché si era nascosto al momento dell’irruzione dei terroristi che, quindi non sapevano della presenza dell’uomo.

18:21 Secondo la Cnn la compagna di Coulibaly potrebbe essere fuggita mescolandosi agli ostaggi in fuga dal negozio di Porte de Vincennes. Incertezza sul numero di questi ultimi, fonti di stampa parlano di quattro morti ma anche di feriti molto gravi

18:05 Alcuni ostaggi nel negozio a Parigi potrebbero essere rimasti uccisi, forse quattro

17:58 Incertezza sulla Boumedienne, la findanzata di Coulibaly, fonti parlando di lei come una quarta terrorista uccisa, altre la danno come arrestata. A Dammartin i fratelli Kouachi sarebbero usciti sparando contro le forze speciali prima di essere abbattuti.Gli agenti feriti sarebbero tre o quattro.

17:28 Tutti gli ostaggi a Dammartin e nel negozio di Parigi sarebbero stati liberati nel blitz, dicono fonti di stampa. Uccisi tutti i killer, i fratelli Kouachi, e il fondamentalista di Parigi Amedy Coulibaly . Due poliziotti feriti

17:25 Liberato l’ostaggio di Dammartin, dicono fonti della polizia

17:19 Secondo la France presse i fratelli Kouachi sono morti nel blitz di Dammartin

17:10 Assalto anche al negozio ebreo di Porte de Vincennes, quattro esplosioni

17: 09 Fonti di stampa confermano che è in corso il blitz della Polizia a Dammartin. Si sono sentiti spari e c’è stata un’esplosione

16:57 La tv trasmette spari a Dammartin en Goele, attorno all’azienda in cui si sono barricati i due killer di Parigi

16:22 C’è anche un bebè di sei mesi, oltre ad almeno 5 adulti, fra gli ostaggi tenuti in un negozio di alimentari kosher a Parigi. Lo ha appreso la televisione israeliana Canale 2. «E’ una catastrofe! Mia nipote Sarah è in quell’emporio con il suo bebè Noah di sei mesi» ha detto una loro congiunta, Kali Peretz, parlando di almeno 6 ostaggi

16:09 «Liberate i fratelli Kouachi e non fate assalti o ucciderò tutti gli ostaggi”: è quando ha detto l’uomo che tiene almeno cinque persone in ostaggio nel negozio kosher di Parigi. Lo afferma Le Figaro, citando fonti di polizia.

15:54 I servizi segreti algerini avevano avvertito la Francia il 6 gennaio dell’imminenza di un attacco terroristico. Lo dice la tv iTelé

15:36 Il premier israeliano Benyamin Netanyahu ha dato ordine al ministero degli esteri e al Mossad di dare al governo francese «ogni assistenza necessaria per combattere l’ondata di terrorismo a Parigi» Lo ha detto la radio militare dopo la cattura di ostaggi nel supermercato kosher della capitale francese.

«Il mio messaggio - a Parigi, a Gerusalemme, ovunque - è che la prima regola nella lotta al terrorismo è rifiutarsi di cedere alla paura, rifiutarsi di avere paura» ha affermato Netanyahu ricevendo oggi l’ambasciatore di Francia Patrick Maisonnave. «Dobbiamo restare unite per respingere questa ondata di paura» ha aggiunto il primo ministro israeliano.

15:26 Il ministero dell’Interno francese ha smentito la notizia di due morti nella sparatoria in un negozio kosher di Parigi. Lo riferisce France24. L’emittente, citando fonti di polizia, parla di «un ferito in gravi condizioni»

15:14 La Prefettura di Parigi, in presenza della grave situazione a Parigi, ha ordinato per precauzione la chiusura di tutti i negozi della rue des Rosiers, il cuore dell’antico quartiere ebraico di Parigi, il Marais.

14:53 Amely Coulibaly, il sequestratore del supermercato kosher di Parigi, è uscito di prigione da due mesi. Era stato arrestato e condannato nel 2010, per aver fatto parte di un gruppo che aveva elaborato un piano per tentare di far evadere Smait Ali Belkacem, l’autore dell’attentato del 1995 alla stazione RER di Saint-Michel a Parigi. Nella stessa inchiesta, riferiscono i media francesi, era stato interrogato anche Cherif Kouachi, uno dei due assalitori di Charlie Hebdo, che era però stato scagionato.

Parigi

Alle 13 a Parigi, nella zona Porte de Vincennes, a est, un terrorista - dopo una sparatoria - si è barricato in un piccolo negozio di alimentari kosher, frequentato da ebrei, e ha preso in ostaggio almeno sei persone. L’uomo è armato con due kalashnikov e avrebbe con sè anche dell’esplosivo. Smentita la morte di due persone nell’assalto.

L’uomo barricato nel supermercato kosher di Parigi è Amedy Coulibaly, un trentaduenne di origine africana, con pesanti precedenti giudiziari per traffico di stupefacenti e atti di violenza. Lo afferma Bfm Tv, che mostra anche una foto segnaletica.

Amely Coulibaly è uscito di prigione da due mesi. Era stato arrestato e condannato nel 2010, per aver fatto parte di un gruppo che aveva elaborato un piano per tentare di far evadere Smait Ali Belkacem, l’autore dell’attentato del 1995 alla stazione RER di Saint-Michel a Parigi. Nella stessa inchiesta, riferiscono i media francesi, era stato interrogato anche Cherif Kouachi, uno dei due assalitori di Charlie Hebdo, che era però stato scagionato.

Coulibaly è lo stesso che ieri a Montrouge (sud di Parigi) ha ucciso una poliziotta. E’ stato lui stesso ad urlarlo ai poliziotti: “Sapete chi sono!”.

C’è anche una ragazza, la ventiseienne Hayat Boumeddiene, tra i ricercati per la sparatoria di ieri a Montrouge. La prefettura di Parigi ha emesso un ’avviso di ricerca’ nei suoi confronti. Secondo Bfm Tv sarebbe la fidanzata di Amedy Coulibaly, il killer che ora è barricato nel supermercato kosher di Parigi.

Coulibaly era «associato» alla stessa filiera jihadista, basata nel 19/o arrondissement di Parigi e organizzata per inviare combattenti in Iraq, a cui apparteneva Cherif Kouachi, il più giovane dei due fratelli autori dell’attacco a Charlie Hebdo. Ieri gli inquirenti avevano escluso che l’uccisione dell’agente fosse in qualche modo collegata alla matrice terroristica.

Intanto a Parigi si stanno prendendo misure di emergenza straordinarie. La zona est sta per essere isolata. I bambini negli asili e studenti nelle scuole sono blindati e non possono uscire a Vincennes, la zona a sud di Parigi dove è in corso il sequestro di persone. Lo ha disposto il provveditorato

Dammartin en Goele

Intanto da questa mattina i due i fratelli ricercati per la strage al giornale Charlie Hebdo, Cherif e Said Kouachi , dopo un conflitto a fuoco con le forze di polizia. si sono asserragliati in una tipografia a Dammartin-en-Goele, a 45 km a est dalla capitale, con un ostaggio, un uomo di 27 anni. I media francesi avevano diffuso la notizia di due morti e venti feriti, ma il procuratore generale di Parigi ha smentito che vi siano dei morti. Vi sarebbero invece dei feriti.

La Polizia, dopo avere iniziato trattative con i due terroristi, avrebbe poi deciso di passare a un blitz. Durante una conversazione telefonica, i due assalitori di Charlie Hebdo hanno detto di voler «morire da martiri». E’ quanto rivela ai microfoni di itelé il deputato dell’Ump (centrodestra) Yves Albarello, eletto del dipartimento in cui i due sono ora barricati .

Sembra che i fuggitivi si fossero rifugiati nella notte nei boschi e siano stati scoperti questa mattina dagli elicotteri delle forze speciali. Usciti allo scoperto, hanno rubato un’auto e si sono diretti verso Parigi. Durante il trasferimento avrebbero forzato uno dei migliaia posti di blocco - e qui sarebbe avvenuta la sparatoria - e si sono rifugiati in una piccola azienda del posto. Con loro almeno un ostaggio, che secondo i media francesi potrebbe essere ferito.

Il piccolo paese è stato completamente blindato. I residenti non possono uscire di casa nè affacciarsi alle finestre. Bloccate anche le scuole - nel paese ce ne sono quattro con un migliaio di studenti - con il divieto per chiunque di uscire. Impossibile anche entrare nel piccolo centro a 45 chilometri a est di Parigi. Bloccate inoltre due piste del vicino aeroporto Charles de Gaulle a Roissy,

«Charlie, Charlie!» E’ l’urlo che si sente provenire dagli studenti di una scuola di Dammartin-en-Goele dove è in corso l’operazione delle forze dell’ordine che danno la caccia agli autori della strage alla sede di Charlie Hebdo. Le serrande delle finestre sono quasi tutte abbassate ma qualche alunno riesce ad affacciarsi e a salutare le decine di giornalisti sul posto. Le autorità locali hanno dato l’ordine ai ragazzi di stare lontani dalle finestre mentre è iniziata l’evacuazione in sicurezza con autobus di circa 1000 alunni di 4 scuole.


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