Genitori e docenti per una volta d’accordo  «I compiti fanno male»
1 Martino Gaffuri, dirigente scolastico2 Monica Tappa, la mamma comasca che ha rilanciatola campagna “Basta compiti”

Genitori e docenti per una volta d’accordo

«I compiti fanno male»

Anche a Como sbarca la campagna “Basta compiti”. Genitori e docenti vogliono abolire del tutto i compiti, quelli odiati delle vacanze, ma anche quelli normali da fare tutti i pomeriggi. Proprio in questi giorni, a casa, famiglie e studenti stanno correndo contro il tempo per terminare entro l’Epifania gli esercizi assegnati.

L’iniziativa nasce a Genova, dal dirigente scolastico Maurizio Parodi, ma anche nella nostra provincia inizia a fare proseliti tramite la pagina Facebook.

Campagna su Facebook

«Siamo convinti che la scuola non debba abbandonare mamme e papà ai compiti dei figli - racconta Monica Tappa, una mamma comasca del gruppo Basta compiti – È dentro alla scuola che gli alunni devono imparare, insieme ai loro insegnanti. Io ho una figlia alle primarie, fa il tempo pieno, torna a casa alle quattro del pomeriggio con la cartella strapiena e deve anche fare i compiti. La nostra pagina Facebook conta quasi 2500 persone, un piccolo gruppo coordina le azioni, abbiamo lanciato un appello a tutte le scuole e una petizione al ministero».

Nel movimento c’è anche chi confessa di aver esentato i propri figli da qualsiasi compito sotto Natale. Con filosofie analoghe altri gruppi di insegnanti e genitori si stanno mobilitando, basti leggere il sito “Scuole senza zaino”. A Como però i compiti bisogna farli, tutti, scuole e docenti continuano ad assegnarli. «Valorizzare un modo di fare scuola che sia migliore dei semplici compiti a casa mi trova concorde – ragiona Martino Gaffuri, dirigente a Mariano Comense e presidente dell’associazione “Scuole autonome della Provincia di Como” – come in ogni cosa però serve buon senso, abolire i compiti penso sia sbagliato. Bisogna distinguere. Per esempio dare un carico minore a chi frequenta il tempo pieno, oppure limitare i compiti al sabato e alla domenica, diminuire gli esercizi per i più piccoli e mantenerli per gli studenti liceali, nel caso l’allenamento è utile e sensato». Quindi differenziare a seconda del bisogno della scuola e magari del singolo studente.

Utili all’allenamento

«Credo che la verità stia nel mezzo – replica Daniela De Fazio, dirigente scolastica nel comprensivo Como Rebbio – sono la prima a sostenere che i compiti durante le vacanze non debbano essere eccessivi per non rovinare il poco tempo libero, di festa. Ma non darli affatto no, i compiti sono un momento importante di verifica di ciò che si è appreso a scuola». «Con i compiti delle vacanze ci stiamo litigando proprio ora – ragiona Niccolò Righi, papà referente dell’associazione “Collaboriamo” per il comprensivo Como lago – ma restare senza allenamento per un lungo periodo mi pare errato. Pochi, ma ci vogliono. La maestra di matematica di mia figlia ha dato una operazione di segno diverso al giorno, tranne nei giorni di festa».


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