I sogni possibili di Olivetti  accendono il Teatro Sociale
Un momento dello spettacolo teatrale Adriano Olivetti. Il sogno possibile con Laura Curino, Mariella Fabbris e Lucilla Giagnoni

I sogni possibili di Olivetti

accendono il Teatro Sociale

In scena ieri sera la pièce di Curino e Vacis, quarto appuntamento delle Primavere di Como

In un teatro Sociale affollato è andato in scena, ieri sera, lo spettacolo teatrale “Adriano Olivetti. Il sogno possibile”, lavoro teatrale di Laura Curino e Gabriele Vacis. Lo spettacolo, introdotto dal direttore della Provincia di Como, Diego Minonzio, era il quarto appuntamento del programma delle Primavere di Como, ciclo di conferenze ed eventi organizzato da La Provincia, per la quinta edizione. L’allestimento scenico prescelto, dedicato alla vita, alla personalità visionaria e alla geniale capacità imprenditoriale di Adriano Olivetti, ben si attagliava al filo rosso di quest’annata delle Primavere: “Obiezioni. Dialoghi e lezioni oltre i luoghi comuni”.

Sul palco, di fronte al folto pubblico di diverse generazioni, sono salite tre personalità teatrali di provato carisma. Ovviamente Laura Curino, drammaturga e attrice piemontese, appartenente al ristretto gruppo degli iniziatori del cosiddetto “teatro di narrazione”. Insieme a lei, per un racconto corale, c’erano Mariella Fabbris, attrice eclettica molto impegnata nel sociale e Lucilla Giagnoni, che il pubblico delle Primavere conosce benissimo, per averla già applaudita in diverse e intensissime prove, sia da sola, sia con altri artisti (indimenticabile lo spettacolo – concerto “Mater” che la vide protagonista, in San Giacomo, con Antonella Ruggiero e che si chiuse con un’autentica standing ovation).

Il terzetto, che ha in comune la fondante esperienza torinese di Teatro Settimo, si è dunque calato in una narrazione “polifonica” della epopea olivettiana e soprattutto del modo alternativo ma vincente di fare impresa che il grande industriale seppe proporre, in nettissimo anticipo sui tempi. Un omaggio intenso e sentito ma anche un modo per mostrare che fabbrica e diritti, che fabbrica e dignità, che fabbrica e profitto equo sono anche oggi un obiettivo perseguibile, nonostante tutto. Applausi calorosi dal pubblico.


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