Domenica 16 Novembre 2008

Il pezzo di carta serve ancora
Neolaureati subito al lavoro

Università dell’Insubria: il 92% dei laureati che scelgono di non proseguire gli studi trova lavoro entro 12-15 mesi dal conseguimento del titolo, triennale o specialistica che sia. Un dato eclatante, che è valso all’ateneo comasco-varesino il primo posto nell’edizione 2008 del «Rapporto Stella», indagine occupazionale condotta sui laureati dell’anno solare 2006 di 14 università italiane (Bergamo, Brescia, Statale di Milano, Bicocca, Cattolica, Bocconi, Iulm, Politecnico di Milano, Pavia, Pisa, Federico II di Napoli, Palermo, S.Anna di Pisa). Analizzando le classifiche elaborate dagli esperti del consorzio Cilea, si scopre che su 928 studenti che hanno ottenuto nel 2006 una laurea triennale all’Insubria, 671 (pari al 72,4%) hanno deciso di non proseguire gli studi. Tra questi, ben 618 (cioè il 92% di chi ha scelto di fermarsi) hanno trovato lavoro entro 12-15 mesi dalla discussione della tesi, mentre 53 (il 7%) al momento dell’indagine stavano ancora cercando un’occupazione. Per quanto riguarda le aree disciplinari, nel settore delle “scienze dure” (matematica, fisica e chimica) il 60,9% (cioè 20 laureati triennali su 33) ha proseguito gli studi mentre, fra i restanti 13, solo in due non hanno trovato lavoro. Pur nell’esiguità dei numeri, si tratta del miglior risultato su 14 atenei, in termini di occupazione. Le lauree scientifiche, sempre più snobbate, garantiscono dunque in realtà un posto di lavoro in tempi rapidi.  Passando ai 108 laureati triennali dell’area geo-biologica, l’indagine rivela che 55 hanno scelto di cercare un’occupazione e in 44 (cioè l’80%) l’hanno trovata, mentre l’altro 50% (54 studenti) ha proseguito con il biennio di specializzazione. Dati simili nell’area “giuridica”: su 75 laureati, 35 si sono fermati al triennio e di questi solo 3 non hanno trovato lavoro entro 12-15 mesi. Gli altri 40 (cioè il 54%) hanno continuato gli studi.

a.cavalcanti

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