Il piano del governo per la riduzione dei consumi, ma 38 comuni del territorio lariano non subiranno limitazioni

Energia Il Ministero della Transizione ecologica negli scorsi giorni ha emanato un piano strategico per ridurre i consumi, che prevede la divisione dell’Italia in zone. Intanto dalla Commissione europea si aspettano chiarimenti sul taglio obbligatorio dei consumi in alcune ore del giorno

Il piano del governo per la riduzione dei consumi, ma 38 comuni del territorio lariano non subiranno limitazioni

Un documento pubblicato dal ministero della Transizione ecologica negli scorsi giorni ha esplicitato alcuni punti strategici per far fronte a quello che sempre più chiaramente ci appare come un inverno senza gas dalla Russia, che sembra intenzionata a non riaprire il gasdotto Nord Stream 1, riducendo così considerevolmente il flusso di gas naturale diretto verso l’Europa.

A seguito del Consiglio energia del 26 luglio 2022 è stata quindi approvata la proposta di Regolamento presentata dalla Commissione europea con lo scopo di ridurre i consumi di gas naturale nel periodo compreso tra il 1° agosto 2022 e il 31 marzo 2023. La declinazione italiana di questo piano europeo prevede una riduzione dei consumi di gas, nel periodo indicato, per un totale di 5,3 miliardi di metri cubi, il 9,5% in meno rispetto ai consumi registrati lo scorso anno. Ma come propone il ministero della Transizione energetica di raggiungere questo traguardo?

Le due linee strategiche proposte agli italiani

Sono due le linee lungo cui la strategia italiana intende muoversi: da un lato la massimizzazione della produzione di energia elettrica con combustibili diversi dal gas. Carbone, olio combustibile e bioliquidi (ovvero combustibili derivati da sostanze vegetali) sono i combustibili diversi dal gas su cui si intende puntare. Dall’altro lato invece si punta esplicitamente a una riduzione vera e propria dei consumi, a partire dal gas impiegato per il riscaldamento.

In questo secondo caso, il ministero della Transizione ecologica propone l’introduzione di limiti di temperatura negli ambienti, di ore giornaliere di accensione e di durata del periodo di riscaldamento, in funzione delle fasce climatiche in cui è suddiviso il territorio italiano. Concretamente questo consisterà in una riduzione di 1 °C del riscaldamento all’interno degli edifici, con l’indicazione di una temperatura di 17 °C per gli edifici adibiti ad attività industriali, artigianali e assimilabili, di 19 °C per tutti gli altri, case comprese. Sia nei primi che nei secondi saranno però previsti due gradi di tolleranza.

Verrà inoltre ridotto di 15 giorni il periodo di tempo previsto per l’accensione degli impianti di riscaldamento, con un posticipo di 8 giorni della data d’inizio e un anticipo di 7 giorni della data di fine. Date che sono differenziate a seconda delle fasce climatiche in cui l’Italia è suddivisa. Una zona A con 5 ore giornaliere di riscaldamento tra 8 dicembre e 7 marzo, una zona B con 7 ore comprese tra l’8 dicembre e il 23 marzo, una zona C con 9 ore tra il 22 novembre e il 23 marzo, una zona D con 11 ore giornaliere tra l’8 novembre e il 7 aprile e una zona E con 13 ore giornaliere tra 22 ottobre e 7 aprile. Resta anche una zona F con nessuna limitazione. Per verificare in quale zona rientrate potete cliccare qui.

Sono 38 i comuni lariani che rientrano nella zona F, senza alcuna limitazione al consumo energetico, i restanti 110 invece sono collocati nella zona E.

I Comuni che non vedrano alcuna limitazione al loro consumo energetico sono i seguenti: Barzio Blessagno, Brunate, Caglio, Cassina Valsassina, Casargo, Casasco d’Intelvi, Cavargna, Crandola Valsassina, Cremeno, Cusino, Esino Lario, Garzeno, Introzzo, Laino, Lanzo Intelvi, Livo, Magreglio, Margno, Moggio, Morterone, Pagnona, Parlasco, Pellio Intelvi, Pigra, Ponna, Premana, Ramponio Verna, S. Bartoloeo Val Cavargna, S. Fedele Intelvi, San Nazzaro Val Cavargna, Sormano, Sueglio, Trmenico, Val Rezzo, Veleso, Vendrogno, Zelbio.

Ndr. La tabella cui si fa riferimento in questo articolo è un documento allegato al Dpr 412/93 con cui l’Italia fu suddivisa nelle sei zone climatiche citate nel piano strategico del Ministero. La stessa tabella è stata aggiornata per l’ultima volta nel 1997, conseguentemente alcuni dei comuni sopra indicati potrebbero non esistere più o aver cambiato nome a seguito di una fusione con altri comuni.

Le misure comportamentali a costo zero: modificare la quotidianità dei singoli

A queste due linee strategiche si aggiungono poi le cosiddette “misure comportamentali (a costo zero)” che si riferiscono alla promozione tra i cittadini di comportamenti più attenti e responsabili, tramite campagne di sensibilizzazione, con il supporto della presidenza del Consiglio dei ministri. «L’obiettivo - recita il documento - è promuovere comportamenti consapevoli e intelligenti nel consumo di gas e di energia elettrica, che incidano non solo sul contenimento della domanda di gas e sugli stessi costi in bolletta degli utenti ma anche sulle politiche di decarbonizzazione».

Tra i comportamenti consigliati dal Ministero della Transizione ecologica ci sono scelte virtuose come la riduzione della temperatura e della durata delle docce, l’utilizzo anche per il riscaldamento invernale delle pompe di calore elettriche usate per il condizionamento estivo, l’abbassamento del fuoco dopo l’ebollizione e la riduzione del tempo di accensione del forno, l’utilizzo di lavastoviglie e lavatrice a pieno carico, il distacco della spina di alimentazione della lavatrice quando non in funzione, lo spegnimento o l’inserimento della funzione a basso consumo del frigorifero quando in vacanza, non lasciare in stand by TV, decoder, DVD, la riduzione delle ore di accensione delle lampadine.

I risultati attesi e il taglio obbligatorio

A partire da questo piano strategico il Ministero della Transizione ecologica conta di poter risparmiare 8,2 miliardi di metri cubi di gas, composti dai 5,3 ottenuti tramite le azioni amministrative vere e proprie e 2,9 risparmiati invocando comportamenti più virtuosi da parte dei cittadini. Il risparmio ammonterebbe al 15% della media dei consumi energetici degli ultimi cinque anni.

Nel frattempo dalla Commissione Europea qualcosa in più sembra muoversi: si ipotizza infatti che nei prossimi giorni potrebbe essere presentato un ulteriore piano per la riduzione dei consumi di energia, questa volta con un taglio obbligatorio rivolto a tutti i paesi dell’Ue in determinate ore della giornata (per un massimo di tre o quattro ore). Il piano dovrebbe essere presentato domani, mercoledì 14 settembre, da Ursula von der Leyen durante il discorso annuale sullo stato dell’Ue, che terrà al Parlamento europeo. Nell’eventualità che questa ipotesi si concretizzi naturalmente la proposta dovrebbe poi essere approvata dai singoli paesi.

Molte cose sono ancora da definire e nella giornata di domani le intenzioni della Commissione Europea dovrebbero emergere con maggiore chiarezza, in particolare con riferimento alle strategie pensate per l’imposizione di questi tagli. In particolare ci si chiede se essi saranno applicati solo alle aziende o anche alle abitazioni private.

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