Martedì 17 Dicembre 2013

«In cucina vince la fantasia»

Parola di Cannavacciuolo

Antonino Cannavacciuolo al CastaDiva

«Un piatto cambia espressione a seconda di chi lo fa». Parola di Antonino Cannavacciuolo, due stelle Michelin e star televisiva grazie alla sua versione italiana di “Cucine da incubo” che ieri sera era si è messo dietro ai fornelli del CastaDiva, il resort extra lusso di Blevio. Solo nel pomeriggio era ad Alessandria, sulle orme di Gordon Ramsey per girare la seconda serie, che andrà in onda in primavera. «Ci saranno dei miglioramenti su determinati punti - anticipa - e punteremo di più sul contatto con il cibo».

Il consiglio che dà ai ristoratori, in tempi di crisi, è uno solo: «Puntare sulla qualità, restringere il menù e aggiornarlo più velocemente e puntare sui prodotti stagionali». Meno piatti, insomma, ma con variazioni molto più frequenti. E, con i suoi modi convincenti, salverà molti altri ristoranti sull’orlo del fallimento. Ma qual è il segreto di Cannavacciuolo? «Non ho segreti - dice - e dò le mie ricette a tutti, anche agli stagisti che si fermano pochi giorni. Un piatto cambia espressione a seconda di chi lo fa».

Ammette che la tv «mi ha aiutato tantissimo» e che tante persone provano la sua cucina, diventano suoi clienti e lo seguono anche nelle trasferte e nelle serate particolari. Ammette anche che «ci sono tanti chef bravissimi che lavorano dalla mattina alla sera e non sono conosciuti perché non vanno in tv».

L’esplosione dei programmi di cucina, però «è una partenza per tanti». «In America - racconta - i primi programmi sono iniziati già 10-15 anni fa. Da noi siamo all’inizio». E a chi gli chiede se, a lungo andare, non si rischia di annoiare i telespettatori, ribatte dicendo: «Per ogni programma che si fa in tv gli ascolti salgono e si punta sul nome in tv. Già da anni si parlava di cucina sulla carta stampata, affiancandola alla moda o alle auto. Adesso anche con la tv, la cucina ha una parte importante nell’economia e nella creazione di posti di lavoro».

Alla vigilia delle feste natalizie, in tempi di crisi, Cannavacciuolo consiglia alle massaie di «usare tanta fantasia». «Scegliendo ingredienti con un costo limitato e i prodotti stagionali si possono realizzare tanti piatti buonissimi anche in casa».

Per la sua prima volta sul Lario («Non ho mai cucinato a Como») ha preparato, per l’ultima cena di gala del “Simposio del gusto” lo scampo alla pizzaiola e la sua famosa triglia, con cime di rapa e patate e con guazzetto di provola. Il resto del menù è stato a quattro mani con l’executive chef del CastaDiva Alessio Mecozzi.

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