Incognita stadio, per la B
bisogna accelerare

Il sindaco: «Ci serve il progetto della società»

Tornelli e aree di “filtraggio”, tanti dubbi sulla sicurezza

Le riunioni in Comune sono praticamente quotidiane e l’obiettivo è quello di mettere in atto tutti gli adempimenti burocratici necessari per fare in modo che il Calcio Como possa giocare la serie B al Sinigaglia. Le norme di sicurezza impongono una serie di modifiche all’impianto. I tempi non sono immediati poiché bisognerà prima avere un progetto dettagliato con tutti i dettagli degli interventi che, successivamente, dovrà essere valutato tra la società e Palazzo Cernezzi. Solo una volta ottenuto l’ok della commissione di vigilanza potranno partire i lavori per i tornelli e poi andrà riaperto - dopo la messa a norma con la numerazione dei posti - il settore dei distinti.

«La questione stadio - ha detto ieri il sindaco Mario Lucini in diretta su laprovincia.it - è sotto monitoraggio quotidiano e anche questa mattina (ieri, ndr) è stato fatto un incontro tra gli uffici coinvolti, il Patrimonio, Suap e Lavori pubblici per chiarire, in termini intersettoriali, quali sono le esigenze di documentazione per il Comune e le procedure da avviare».

Mercoledì la giunta ha dato la proroga di un anno della concessione del Sinigaglia alla società in modo che risulti la disponibilità della struttura, fondamentale per l’iscrizione al campionato. Ad ogni modo i contatti tra Comune e società sono quotidiani e anche ieri sera Lucini ha chiamato il presidente del Como Pietro Porro.

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