Inquinamento alle stelle
In Ticino si viaggia a 80
«Fate così anche in Italia»

La proposta: i Verdi in Svizzera chiedono di estendere il limite a tutte le strade e di adottarlo anche in Lombardia

Anche la canicola di questi giorni diventa, in Canton Ticino, oggetto di dibattito politico (il 20 ottobre si vota per le federali), che pur a maglie larghe arriva a coinvolgere anche i frontalieri che di buon mattino e nel tardo pomeriggio varcano il confine diretti e di ritorno dai luoghi di lavoro. E così dopo la decisione del Governo di Bellinzona, tramite il Dipartimento del Territorio, di istituire gli 80 all’ora lungo l’autostrada A2 (Chiasso - Dosso di Taverne) e sulla superstrada Mendrisio-Gaggiolo - decisione assunta dopo il sensibile peggioramento della qualità dell’aria - ecco che i Verdi giocano d’anticipo e lanciano la proposta shock: 80 all’ora in tutto il Ticino. «Urgono misure urgenti e strutturali più incisive di fronte a questa emergenza. I valori di ozono sono molto elevati, quindi dannosi per la salute.

Gli 80 all’ora vanno estesi a tutto il Cantone, affiancando altre iniziative quali i mezzi pubblici gratuiti e la limitazione delle attività industriali molto inquinanti - scrivono i Verdi -. In Ticino non si può attendere oltre. Per quanto concerne le aziende, urgono piani di mobilità obbligatori per tutte le realtà con più di 50 impiegati». Evidente dunque il riferimento alle tante troppe auto che ogni giorno percorrono le strade ticinesi, molte delle quali hanno una targa italiana. D’altronde i Verdi non fanno mistero che gli “agglomerati urbani” più a rischio inquinamento sono quelli a ridosso del confine. Nella nota vengono citati Mendrisio, Chiasso, Lugano accanto a Bellinzona e Locarno. Lo stesso Dipartimento del Territorio ha messo nero su bianco - così da rafforzare il provvedimento degli 80 all’ora - che nel 2018 «in Canton Ticino si sono contate 606 ore di superamento del limite federale per quanto concerne l’ozono, con picchi massimi vicini al doppio del valore tollerato».

Insomma, una situazione da tenere sotto stretta osservazione, anche perché -come rimarcato dai Verdi - «le temperature degli ultimi giorni hanno fatto nuovamente esplodere i livelli di ozono, con picchi vicini a 300 microgrammi per metro cubo ovvero 2.5 volte il limite consentito)». E come spesso accaduto anche in passato, il Ticino ritiene che «per attuare misure concrete contro l’inquinamento» il dialogo con l’Italia e in particolare con la Lombardia sia molto importante. Gli stessi Verdi spiegano che «il Governo di Bellinzona deve utilizzare tutte le vie diplomatiche disponibili per farsi sì che anche la Lombardia sia stimolata ad adottare misure anti-inquinamento analoghe a quello proposte per il Cantone». Non più tardi di un mese fa i Verdi avevano chiesto di dichiarare lo stato di «emergenza climatica in tutto il Ticino», forti del fatto che «i cambiamenti in atto non sono una moda, bensì una realtà». Un invito a dialogare anche con l’Italia sul tema sensibile della “sostenibilità ambientale”.

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