Insubria, tutti condannati
i 35 imputati in abbreviato

La sentenza pochi minuti fa - Pene dimezzate rispetto alle richieste del pubblici ministeri

Insubria, tutti condannati i 35 imputati in abbreviato
Il capanno di Castello Brianza dove per l’accusa sarebbero avvenuti i “battesimi”
(Foto di Sandro Menegazzo)

Tutti condannati, anche se pene dimezzate rispetto alle richieste dei pubblici ministeri Paolo Storari e Francesca Celle. Pochi minuti fa il giudice dell’udienza preliminare di Milano Fabio Antezza ha dato lettura, nell’aula bunker di San Vittore, del dispositivo della sentenza con la quale ha condannato 35 persone, per l’accusa appartenenti ai “locali” di ’ndrangheta di Calolziocorte, Fino Mornasco e Cermenate, finite nei guai nell’ambito dell’operazione Insubria della Direzione distrettuale antimafia di Milano.

Quindici degli imputati, giudicati con il rito abbreviato, risiedono nel Lecchese: erano tutti accusati di associazione per delinquere di stampo mafioso.

Le pene più pesanti sono quelli irrogate a Michelangelo Chindamo, presunto capo del locale di Fino Mornasco (cinque anni in continuazione), a Antonino Mercuri di Airuno, presunto capo del locale di Calolziocorte (5 anni e 4 mesi), al suo presunto braccio destro Antonio Mandaglio di Carenno (6 anni) e a Marco Condò presunto appartenente al locale di Calolziocorte (6 anni).

Le restanti condanne vanno da un minimo di due anni a un massimo di quattro anni e 10 mesi.

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