La Lega insiste e attacca il Comune  «Deriva islamica inaccettabile»
Como La protesta davanti al Comune

La Lega insiste e attacca il Comune

«Deriva islamica inaccettabile»

Presidio del Carroccio davanti al Comune per protestare contro la festa del sacrificio

In arabo si chiama “Eid al-Adha”. Tradotto significa festa del sacrificio ed è una delle ricorrenze più importante per i praticanti di religione musulmana. La celebrazione può prevedere lo sgozzamento di un animale (generalmente un montone, in ricordo del sacrificio di Abramo) ma in stabilimenti e mattatoi specializzati. A Como, la comunità islamica si ritroverà giovedì in piazza d’Armi a Muggiò: quindi, nessun animale sarà ucciso in piazza.

Per la Lega, però, il punto non è solo questo. Il Carroccio ha organizzato ieri, di fronte a palazzo Cernezzi, un presidio «contro la deriva islamica dell’amministrazione comunale». Hanno partecipato circa cinquanta militanti tra cui il parlamentare Nicola Molteni,

«Che lo sgozzamento avvenga a Muggiò - afferma Eugenio Zoffili, commissario cittadino della Lega Nord - o in un altro posto, cambia poco. Diciamo no all’autorizzazione di riti e celebrazioni con preghiere in una pubblica piazza appartenenti a una cultura e a una società contraria, anzi antitetica, ai principi di civiltà del mondo occidentale. Un sindaco leghista non l’avrebbe concessa. Fino a quando la comunità islamica non sottoscriverà le intese di accettazione dei valori e dei principi fondamentali della società previste dalla Costituzione, quali ad esempio la parità tra uomo e donna, non ci sarà da parte nostra alcuna forma di confronto e dialogo. Siamo in piazza anche per le donne, per liberarle da questa forma di schiavitù e trattamento disumano». A margine della protesta c’è stata un vivace battibecco tra il consigliere comunale Diego Peverelli e il portavoce della comunità islamica El Safwat El Sisi. Quest’ultimo ha sostenuto che «a questo punto vanno chiuse tutte le macellerie italiane».

La concessione dello spazio non è una novità: «Sono anni - spiega l’assessore alla Legalità e ai diritti Marcello Iantorno - che la giunta di Como, precedente amministrazione compresa, concede lo spazio, e tutto è sempre avvenuto secondo le condizioni previste dai regolamenti comunali e dalle leggi nazionali. Nei giorni scorsi si sono diffuse informazioni infondate. Ripeto per l’ennesima volta: non vi sarà alcuno sgozzamento». Sarà un momento, invece, d’incontro delle comunità: «Si comincia alle nove. La mattina ci sarà la preghiera e il sermone del capo religioso. A seguire, gli auguri fra i presenti, donne e bambini compresi, e ognuno farà ritorno verso le proprie case alle undici, per proseguire la festa. Un po’ come per noi il giorno di Natale. Nessun pasto sarà consumato in piazza».


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