Mercoledì 01 Ottobre 2008

La sfera di Libeskind
l’avevano già inventata

«La sfera galleggiante di Libeskind? Bella idea, io l’ho proposta nel 2006…». Bruno Ferrari, comasco, ride di gusto. Non si sente certo “scippato”. Al contrario, le parole del grande architetto statunitense, che ha detto di immaginare come simbolo lariano dell’Expo «una sfera trasparente in mezzo al lago, con spazi ricreativi e negozi», lo riempiono di orgoglio: «È gratificante - dice - sapere che un professionista del calibro di Libeskind ha avuto un’idea simile alla mia. La bontà della mia intuizione è stata confermata, a questo punto mi auguro che la struttura si possa realizzare davvero».
Esperto di immagine e comunicazione, Ferrari viene contattato due anni fa dai sindaci di Moltrasio, Carate Urio, Laglio e Brienno: «Volevano collaborare tra loro per valorizzare quella porzione di territorio e mi chiesero un aiuto - racconta - Ho pensato subito al lago, l’elemento che li unisce, e a qualcosa di originale, di unico, perché solo così si riesce ad attrarre. È nata allora l’idea di una sfera galleggiante, in grado di ospitare spettacoli teatrali e iniziative. Ho proposto una struttura mobile, da spostare a turno nei quattro paesi». Un teatro sull’acqua, utilizzabile però anche in mille altri modi: «In alcuni periodi, per esempio, la sfera potrebbe rimanere vicino alla riva e trasformarsi in un caffé letterario».

a.cavalcanti

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